Autorità di Sistema Portuale MAS

Nel 1919, all’indomani dell’Unità italiana, il Porto di Venezia venne inserito nella rete delle infrastrutture nazionali ed affidato alle Ferrovie dello Stato, in quanto veniva concepito entro un sistema di collegamenti con la rete e la stazione ferroviaria di Santa Lucia.

Nel 1929 la gestione fu trasferita ad un nuovo ente autonomo, il Provveditorato al Porto, che aveva la funzione di provvedere anche alla costruzione delle opere di arredamento portuale (banchine, piazzali e altre opere portuali). La creazione del Provveditorato produsse una netta separazione tra la gestione del traffico commerciale e la gestione del traffico industriale, interamente demandato alla Società Porto Industriale di Giuseppe Volpi.

Nel 1994 venne avviata una radicale riforma della portualità italiana, a seguito della quale il Provveditorato fu sostituito dall’Autorità Portuale, un Ente pubblico con il compito di indirizzare, programmare, coordinare, promuovere e controllare le operazioni portuali. Si occupava inoltre di svolgere la manutenzione delle parti comuni, mantenere i fondali, sorvegliare la fornitura dei servizi di interesse generale, amministrare il demanio marittimo e pianificare lo sviluppo del territorio portuale.

Tutte queste funzioni sono state trasferite nel 2017 ad un nuovo Ente pubblico, che sovrintende ai Porti di Venezia e Chioggia: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Questa, per sviluppare la portualità, valuta il contesto economico internazionale, interviene per il potenziamento dell’infrastruttura e la valorizzazione del demanio marittimo, agendo in modo integrato con gli strumenti di pianificazione e gli indirizzi delle altre istituzioni pubbliche, dall’Unione Europea agli Enti locali.

Lo sviluppo che l’Autorità di Sistema intende realizzare è pienamente sostenibile, non solo sotto il profilo economico-sociale, ma anche ambientale, rinnovando ogni anno la certificazione per il sistema di gestione ambientale ISO 14001.

Già oggi Porto Marghera è un grande polo industriale-logistico-portuale di 1.500 ettari, del valore di 6,4 miliardi €, con 13.500 occupati e oltre 1200 imprese.

Nel 1919, all’indomani dell’Unità italiana, il Porto di Venezia venne inserito nella rete delle infrastrutture nazionali ed affidato alle Ferrovie dello Stato, in quanto veniva concepito entro un sistema di collegamenti con la rete e la stazione ferroviaria di Santa Lucia.

Nel 1929 la gestione fu trasferita ad un nuovo ente autonomo, il Provveditorato al Porto, che aveva la funzione di provvedere anche alla costruzione delle opere di arredamento portuale (banchine, piazzali e altre opere portuali). La creazione del Provveditorato produsse una netta separazione tra la gestione del traffico commerciale e la gestione del traffico industriale, interamente demandato alla Società Porto Industriale di Giuseppe Volpi.

Nel 1994 venne avviata una radicale riforma della portualità italiana, a seguito della quale il Provveditorato fu sostituito dall’Autorità Portuale, un Ente pubblico con il compito di indirizzare, programmare, coordinare, promuovere e controllare le operazioni portuali. Si occupava inoltre di svolgere la manutenzione delle parti comuni, mantenere i fondali, sorvegliare la fornitura dei servizi di interesse generale, amministrare il demanio marittimo e pianificare lo sviluppo del territorio portuale.

Tutte queste funzioni sono state trasferite nel 2017 ad un nuovo Ente pubblico, che sovrintende ai Porti di Venezia e Chioggia: l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Questa, per sviluppare la portualità, valuta il contesto economico internazionale, interviene per il potenziamento dell’infrastruttura e la valorizzazione del demanio marittimo, agendo in modo integrato con gli strumenti di pianificazione e gli indirizzi delle altre istituzioni pubbliche, dall’Unione Europea agli Enti locali.

Lo sviluppo che l’Autorità di Sistema intende realizzare è pienamente sostenibile, non solo sotto il profilo economico-sociale, ma anche ambientale, rinnovando ogni anno la certificazione per il sistema di gestione ambientale ISO 14001.

Già oggi Porto Marghera è un grande polo industriale-logistico-portuale di 1.500 ettari, del valore di 6,4 miliardi €, con 13.500 occupati e oltre 1200 imprese.

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