Treviso Abbraccio d'Acque 2

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Ricordiamo di inserire il nome di ogni partecipante, e anche la mail, se in possesso. Vi preghiamo di presentarvi almeno mezz'ora prima dell'inizio dell'evento per permettere l'accesso senza assembramenti e in sicurezza. L'accesso sarà consentito solo con mascherina. In caso di rinuncia vi preghiamo di procedere autonomamente alla cancellazione della prenotazione oppure a scrivere a "ticket@cartacarbonefestival.it" indicando la richiesta, l'evento, le persone indicate e il numero d'ordine.

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Piazzetta Aldo Moro

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31100 Treviso

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Un tour in città, curato da Franco Favero, in collaborazione con Natis, che propone un itinerario fatto di storia, ambiente, cultura.

About this Event

Tour per adulti - Durata del tour 1.30

Sabato 10 ottobre ore 15.30 - partenza dall’info point

Domenica 25 ottobre ore 10.30 - partenza dall’info point

In caso di pioggia:

TBD sabato 17 ore 16.30

TBD domenica 25 ore ore 10.30

“Treviso città dell’amore cortese” e “Treviso città d’acque” sono solo due dei numerosi appellativi regalati nel tempo alla nostra città. Tra il 1200 e il 1300 Treviso conobbe un florido periodo, trovatori e menestrelli la prediligevano e il tema dell’amor cortese si legò sempre più alla città che ispirava un forte senso di meraviglia nei visitatori anche in virtù del rapporto intimo con l’elemento primigenio senza il quale nulla è possibile: l’acqua. Dante cita due volte Treviso, riferendosi sempre ai suoi fiumi e Fazio degli Uberti così la definisce “… Noi trovammo Trevigi nel cammino, che di chiare fontane tutta ride del piacer d’amor, che quivi è fino…”

E allora immergiamoci in queste acque! E se non proprio fisicamente, ecco un tour in città, curato da Franco Favero in collaborazione con Natis, organizzazione di tutela ambientale, che propone un itinerario fatto di storia, ambiente, cultura. In una città quale Treviso nata quasi in simbiosi con l’acqua tanto ne è circondata, attraversata, quasi abbracciata, vi proponiamo una passeggiata attraverso i ponti e canali nei quali si specchiano i palazzi antichi della città.

Il Sile che lambisce la città è il fiume di risorgiva più lungo d’Europa; nasce nella campagna trevigiana tra Vedelago e Casacorba dove, con lento e costante gorgoglio, sgorga dalla terra argillosa che costringe l’acqua a risalire in superficie: i famosi fontanassi. Insieme al Botteniga, che al suo arrivo in città al Ponte de Pria (Ponte di Pietra) si dirama in tre “cagnani”, ossia canali, avvolge Treviso in una fitta rete di corsi d’acqua, alcuni interrati per lunghi tratti.

E ora iniziamo il nostro percorso partendo dal Ponte de Pria (ponte di Pietra), una diga in pietra d’Istria collocata nel punto dove il Botteniga entra a Treviso e i cui lavori furono affidati al genio di Giovanni da Verona, detto Fra Giocondo. Una volta chiusa, la diga avrebbe allagato la campagna circostante impedendo l’avanzata dell’esercito della Lega di Cambrai; proseguiamo poi il tour nelle acque interne alla città, passando per i Buranelli dove una volta arrivavano le barche dei pescatori di Burano per il mercato del pesce; Ponte San Francesco da dove si possono ammirare due grosse ruote di mulino, ormai in disuso; la Pescheria, isolotto artificiale attorniato da palazzi che vanno dal ‘300 ai primi dell’800; passato un ponticello dopo l’isola, verso sud, ecco un’altra ruota di mulino in buono stato di conservazione; passando per piazza Santa Maria dei Battuti arriviamo in Piazza del Quartiere Latino, circondata da palazzi che ora ospitano l’Università, in origine sede dell’ospedale San Leonardo; piazza dell’Università raggiungibile attraverso uno stretto passaggio dalla piazza precedente, anche qui presente una ruota di mulino (erano 90 nel ’500). Passiamo poi il ponte dell’Università da dove si gode una splendida vista del Sile per arrivare a ponte Dante “… dove Sile a Cagnan si accompagna…”; via Santa Margherita, posizionata su tre piccoli colli, era la via più antica per entrare in città; Piazza dei Signori, cuore del comune medievale con accanto la Loggia dei Cavalieri, luogo di ritrovo dei nobili; dalla stretta via Barberia di fronte a Piazza dei Signori arriviamo in Piazza Pola e in via Canoniche dove, sulla destra esiste un piccolo passaggio che conduce in Calmaggiore e sulla sinistra i resti del mosaico paleocristiano; ecco ora la facciata neoclassica del Duomo e accanto il Battistero; lasciato il Duomo alle spalle, giriamo a sinistra per arrivare in via Roggia, il terzo ramo dei Caganani (canali); dopo aver percorso via Roggia attraversiamo piazza Trentin per arrivare poi al punto di partenza: il Ponte de Pria.

Ci fermeremo per ogni punto dell’itinerario alla scoperta della storia di quel preciso luogo attraverso le immagini che arrivano dal passato accompagnate dai dettagli e particolari curiosi che Franco Favero ci racconterà.

La partecipazione è al tour è gratuita, ma sentitevi liberi di donare, per partecipare di più al festival.

Franco Favero nasce nel 1965 e fino a pochi anni fa non si era mai dedicato alla scrittura. Pratica molti sport (calcetto, canoa, sci, bici), ascolta molta musica e legge quantità industriali di libri. Un po’ di anni fa si inventa di scrivere delle brevi storie con le quali tormenta colleghi, amici e malcapitati che raggiunge via e-mail. Fortunatamente trova in suo figlio Marco un supporter che lo convince a raccogliere i suoi racconti per bambini e a tentare la via del concorso letterario. Per i ragazzi pubblica Tutti i Gatti Parlano di Giovedì e le favole scientifiche di Che Favola la Scienza. Franco è anche fotografo e Ca’ Gottardi (Venezia) ha ospitato la sua mostra personale “Il tempo, le case, le storie” dal 16 marzo al 4 aprile 2012. Attualmente è uno dei fotografi “ufficiali” di CartaCarbone il Festival dedicato alla letteratura autobiografica che si svolge nella città di Treviso.

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