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CASTELLUCCIO-POINT "guardavo le macerie e immaginavo il futuro"

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Sala del Dottorato (Museo della Cattedrale di San Lorenzo)

Piazza IV Novembre

Perugia

Italy

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ATENEO AL CENTRO - UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA

CASTELLUCCIO-POINT "GUARDAVO LE MACERIE E IMMAGINAVO IL FUTURO"

Paolo Belardi - Dip. Ingegneria Civile ed Ambientale

Gli eventi sismici che, nel 2016, hanno investito il Centro Italia hanno posto all’attenzione della comunità scientifica internazionale il concetto di resilienza. Una parola che, in ambito metallurgico, indica la resistenza che un materiale esprime quando viene sottoposto a un test di rottura dinamica. Ma che per estensione, in psicologia, identifica anche la capacità, espressa da un individuo o da una comunità, di reagire positivamente a un evento traumatico. Il che tradisce evidenti analogie con l’antica pratica artistica giapponese del kintsugi (letteralmente “unire con l’oro”), in cui i frammenti di ceramiche rotte vengono ricomposti mediante colla vegetale e polvere d’oro, restituendo nuovo senso alla vita dell’oggetto tramite l’esaltazione delle sue fratture con un materiale prezioso. Traendo ispirazione da questa forma antica di design artistico e applicandone il senso ai contesti offesi dagli eventi sismici, l’intervento, dopo avere presentato una rassegna di casi studio internazionali, esplora il contributo che, al pari della saldatura aurea, il design artistico può apportare in ambiti devastati da catastrofi naturali. Assumendo come filo conduttore il caso, emblematico quanto ineguagliabile, del Grande Cretto di Gibellina di Alberto Burri, in cui la cicatrice, memoria del dramma e della distruzione, assurge a valore artistico e paesaggistico autentico.

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Sala del Dottorato (Museo della Cattedrale di San Lorenzo)

Piazza IV Novembre

Perugia

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