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XIV Festa Internazionale della Storia

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Leica Store Bologna

8 Strada Maggiore

40125 Bologna

Italy

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Giovedì 26 ottobre, alle ore 19, a Bologna presso il Leica Store, strada Maggiore 8/B avrà luogo la conversazione:
DIVULGARE LA STORIA CON MARTIN MYSTÈRE. Didattica della storia ed etnografia promozionale nella produzione educational del Centro Etnografico Ferrarese. PARTE SECONDA: I FOTOROMANZI.

La conversazione è incentrata sulle metodologie della fotografia narrativa: cercherà di chiarire come i fotoromanzi educational del Centro Etnografico, prospettino un paradosso: lungi dall’ispirarsi ai linguaggi visivi delle produzioni più popolari (fotoromanzi sentimentali) sono stati realizzati recuperando e aggiornando i modelli visivi delle produzioni sperimentali che in Italia, Francia e Gran Bretagna attraversarono la cultura creativa, artistica e comunicativa degli anni sessanta.

Durante l’incontro verrà presentato il volume di foto-racconti Martin Mystère presenta Giallo, Noir e Perturbante (Editoriale Sometti). Ingresso libero, ma vista la non illimitata capienza della sede, si consiglia la prenotazione al n. tel.051 232118.

Agli incontri intervengono:

Gian Paolo Borghi, storico ed etnografo, già direttore dei Servizi di Documentazione Storica del Comune di Ferrara: alla sua direzione va ascritto lo sviluppo iniziale di questo progetto “educational”.

Roberto Roda è responsabile delle attività espositive e di ricerca del Centro Etnografico Ferrarese. Etnografo, fotografo, storico della fotografia è stato l’ideatore-curatore del progetto educational. Soggettista e, a volte, co-sceneggiatore con Alfredo Castelli delle storie che hanno preso vita nello sviluppo del progetto, è anche il regista e il fotografo delle narrazioni foto-romanzate del Centro Etnografico.

Emiliano Rinaldi è studioso di iconografia popolare, fotografo e grafico. Già redattore della rivista “MUMBLE:” si deve alla sua caparbietà la ripresa del progetto Mystère - Centro Etnografico, dopo una pausa durata alcuni anni nella seconda metà del decennio 2000. Dal 2011 affianca Roda nelle realizzazione dei foto-romanzi/fotoracconti del Centro Etnografico.

Il Centro Etnografico del Comune di Ferrara partecipa alla XIV Festa della Storia, pensata e organizzata dall’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, Centro Internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio, DiPaSt del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”, Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione, con due incontri in cui verrà raccontato come si possa fare didattica della Storia ed etnografia promozionale, utilizzando come forma di divulgazione la narrativa per immagini: il fumetto e il fotoromanzo.

Dal 1989 ad oggi, grazie alla disponibilità e complicità dello sceneggiatore Alfredo Castelli e dell’editore di fumetti Sergio Bonelli (Tex, Dylan Dog, Nathan Never…) il Centro Etnografico Ferrarese ha potuto utilizzare il personaggio di Martin Mystère, il detective dell’impossibile uscito dalla fantasia di Castelli (e presente nelle edicole italiane continuativamente da ben 35 anni), per dar vita a un progetto educational in progress fatto di albi e di storie “speciali” in cui vengono raccontate avventure di fantasia, ma rigorosamente sviluppate su fonti di cultura orale, testimonianze etnografiche e di storia orale. Queste storie sono state realizzate utilizzando sia le tecniche narrative del fumetto sia quelle del fotoromanzo e hanno affrontato temi che riguardano l’ambiente e le risorse (il fiume Po, il suo Delta, gli altipiani veneti e trentini, le risaie del vercellese, la val di Chiana, ecc.) e episodi storici come la presenza di Lucrezia Borgia a Ferrara, la guerra dei forti sul confine italo austriaco durante la Prima Guerra Mondiale o le sciagurate leggi razziali introdotte dal fascismo. Caratteristica comune a tutti i racconti disegnati o fotografati è quella di costringere il lettore ad interrogarsi su cosa c’è di vero e cosa di falso nella narrazione, permettendogli di riflettere, divertendosi, su accadimenti e ipotesi etnostoriche. Inutile dire che il gioco “educational” si affida a meccanismi decifratori e indiziari, perché sceglie fatti realmente accaduti ma che ci appaiono talmente inverosimili da sembrare frutto di fantasie, mentre gli elementi di fiction vengono, al contrario, percepiti come reali perché basati su interpretazioni e ambientazioni storiche “attendibili”.

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