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WOLE SOYINKA- Premio Nobel della Letteratura

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Libera Università di Bolzano

Piazza Università 1

39100 Bolzano

Italy

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evento storico / A BOLZANO CON IL CENTRO PER LA PACE
Il Premio Nobel per la Letteratura
WOLE SOYINKA

Uno dei più importanti scrittori e intellettuali del mondo. Fu il primo Nobel africano nel 1986. Nigeriano, ha sempre mantenuto un rapporto fecondo con la sua cultura originaria, quella degli Yoruba, gruppo etnico diffuso nell'Africa occidentale. Drammaturgo, poeta, romanziere e saggista ha studiato in Inghilterra ma ha insegnato in varie università del mondo. Impegnato nella battaglia dei diritti civili e nella resistenza alle dittature, è stato varie volte incarcerato, torturato e condannato a morte. Con l'avvento al potere del dittatura negli anni Novanta fu esule e condannato a morte in contumacia. Con l'elezione di Donald Trump a presidente degli Usa, Soyinka ha stralciato la sua Green-card ed è tornato a vivere in Nigeria. La visita a Bolzano si preannuncia come un evento storico per la città.

21 agosto ore 18

Soyinka terrà una conferenza pubblica intitolata “L'uomo è morto” (dal titolo di uno dei suoi cavolavori del 1972, edito in Italia da Jaca Book) alla Libera Università di Bolzano, in dialogo con Raffaello Zordan, redattore della rivista Nigrizia, che ha dedicato a Soyinka il numero speciale di maggio 2017.


La figura di Wole Soyinka racchiude in sé tutto: primo Premio Nobel africano, un letterato, un uomo d'azione contro la dittatura, contro la guerra, ma anche professore, romanziere, drammaturgo, poeta. Soyinka ha vissuto una vita straordinaria passando dal carcere, all'solamento e l'esilio, amico di Nelson Mandela a cui dedicò il discorso del Nobel, nel 1986, in cui denunciava la segregazione razziale in Sudafrica, e due anni dopo la raccolta di poesie “Mande-la's Earth and Other Poems”. Scrittore fecondo ha scritto tantissimo e la sua produzione è stata tradotta in tutte le lingue. In Italia le sue opere sono tradotte quasi tutte da Jaca Book, che ha rieditato ultimamente alcuni suoi classici come "L'uomo è morto" che ricostruisce l'esperienza drammatica dello scrittore rinchiuso in isolamento nelle carceri nigeriane alla fine degli anni Sessanta, "Isarà. Intorno a mio padre", "Mito e letteratura. Nell'orizzonte culturale africano", "Aké. Gli anni dell'infanzia", "La strada", "La morte e il cavaliere del Re". Importanti anche la sua autobiografia, "Sul far del giorno", pubblicata da La nave di Teseo e "Africa" pubblicata da Bompiani. Attulamente Jaca Book riporta in libreria il suo primo romanzo, Gli Interpreti, un capolavoro della letteratura post-coloniale che ripropone il tema della cultura africana verso cui tornare e far riguadagnare la perduta dignità.

Una vita straordinaria e leggendaria ed è con grande emozione che il Centro per la Pace è riuscito a portarlo a Bolzano dal 21 al 22 agosto in occasione del “Bolzano Festival Bozen” (27.7 – 1.9).

Lunedì 21.08 terrà una conferenza pubblica intitolata “L'uomo è morto” (dal titolo di uno dei suoi cavolavori del 1972) alla Libera Università di Bolzano (ore 18.00) in cui dialogherà con Raffaello Zordan, redattore della rivista Nigrizia, che ha dedicato a Soyinka il numero speciale di maggio 2017.

Una conferenza che cercherà di ripercorrere e raccontare, la storia di questo grande uomo, focalizzandoci anche sul suo pesiero riguardo l'attualità politico-culturale dell'Africa e il suo rapporto con l'Occidente. In occasione di questo incontro verrà inaugurata una mostra nel cortile della Libera Università di Bolzano, intitolata “I minerali clandestini”: un viaggio per conoscere il problema dell'appropriazione di materie prime africane.

Due incontri imperdibili con un pezzo di storia dell'Africa post-coloniale. Wole Soyinka, con una barba riccia e una criniera da capotribù che si imprime facilmente nella memoria, è diventato un'icona del nostro tempo. Non solo perchè è stato il primo scrittore africano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1986, ma per la storia che lo contraddistingue. Nato nel 1934, in Nigeria, Soyinka divenne l'emblema della lotta contro la dittatura e imprigionato tre volte, passando anche dall'isolamento. Le minacce di arresto, tortura e morte lo hanno accompagnato in tutti gli anni di dittature nigeriane, fino alla condanna dell'esilio agli inizi defgli anni Novanta. Grande difensore delle libertà dell'uomo, Soyinka continua a portare avanti le sue battaglie anche in tempi odierni di chiusura e ostilità nei confronti dell'Africa e dei paesi asiati. L'ultimp siuo atto di ribellione è stato con l'elezione di Donald Trumo alla casa bianca. Lo aveva annunciato prima e lo ha fatto: "Se dovesse essere eletto Trump io distruggerò la mia Green Card in segno di protesta con le politiche discriminatorie". Detto fatto. Soyinka oggi è tornato dall'esilio e vive nuovamente in Nigeria.

Nato in un piccolo villaggio nel sudovest della Nigeria, figlio di un preside di scuola e di una madre di fede anglicana impegnata nel movimento per i diritti delle donne, Soyinka fu avviato dai nonni alla conoscenza del folklore e della tradizione religiosa locale. È da questa formazione che ha iniziato ad apprendere l'amore per il teatro. Nel 1952, a soli diciotto anni, riceve premi per le sue composizioni teatrali, frequentando successivamente l'Università di Ibadan in Nigeria, per trasferirsi poi in Inghilterra, all'università di Leeds.

Dopo un'esperienza come drammaturgo al Royal Court Theatre di Londra, nel 1960 rientra in Nigeria ed insegna in varie università. Tra il 1967 e il 1969, durante la guerra civile nigeriana viene incarcerato senza prove certe per essersi opposto al conflitto e aver chiesto il cessate il fuoco. In isolamento dentro una cella grande quanto una tomba, scrisse alcune delle sue poesie più forti e famose.

Uomo coraggioso e di grande onestà intellettuale, ha insegnato nelle università di Yale, Cornell, Harvard , Scheffield e Cambridge. Oggi vive in Nigeria sempre vicino alla materia viva dell'attualità politica perchè “La nostra meta è l'uomo, non il potere.” (Wole Soyinka)

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