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La creatività di Galileo Galilei e la sua scoperta di un mondo nuovo nei cieli

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L'EVENTO (a posti limitati):

La conferenza, avvalendosi anche di numerose immagini, si propone di far comprendere la visione galileiana del mondo, mostrando come le scoperte del grande scienziato pisano abbiano trasformato la nostra concezione dell’universo. Grazie al telescopio, Galileo vide infatti per la prima volta cose davvero nuove nei cieli, come le montagne sulla luna, le innumerevoli stelle fisse, la Via Lattea costituita da un ammasso di piccole stelle, i quattro satelliti che ruotavano intorno a Giove e perfino delle macchie sulla superficie solare. Verrà quindi spiegata e discussa la reazione della Chiesa nei confronti di questa rivoluzione concettuale, che non sembrava minacciare l’idea che la terra fosse immobile.

LO SPEAKER:

William René Shea (Quebec, Canada, 1937) è uno storico del pensiero scientifico di fama internazionale, che ha segnato profondamente la storia della scienza, impostandone le linee metodologiche e interpretative in maniera originale e feconda, con ricadute significative nella filosofia della scienza.

Ha compiuto i suoi studi presso l'Università di Cambridge, dove si è laureato, per poi diventare ricercatore presso l'Università di Harvard. Ha quindi insegnato all'Università di Ottawa, alla McGill University di Montreal, presso la quale ha diretto per molti anni il Dipartimento di Filosofia, trasferendosi poi in Europa come professore ordinario all'Università di Strasburgo, Chiamato a Padova per chiara fama, sulla prestigiosa Cattedra galileiana di Storia della scienza dal 1992, è attualmente professore galileiano emerito presso tale ateneo e Visiting professor presso il Max Planck Institute di Berlino.

Gli studi di Shea si sono concentrati sulla scienza moderna e sulla rivoluzione scientifica. Il suo Galileo’s Intellectual Revolution del 1972, tradotto in italiano per Sansoni nel 1974, ha sottolineato in una nuova prospettiva le ricadute che l’opera scientifica galileiana ha avuto sul pensiero filosofico del suo tempo. Mentre la categoria di rivoluzione scientifica era stata introdotta assumendo come riferimento il significato politico del termine, come nel celebre saggio di Thomas Kuhn sulla struttura delle rivoluzioni scientifiche, Shea mette in campo un’operazione ermeneutica più raffinata. Il pensiero dello scienziato pisano, che egli è stato in grado di cogliere in tutti i suoi aspetti più rilevanti, svelandone originalità e profondità, sia in questo che in altri scritti, diventa il luogo nel quale trovano respiro problematiche più profonde, come quella tra il linguaggio formale della matematica e l’empirismo, il rapporto tra gli esperimenti mentali e la prassi scientifica, la relazione tra presupposti culturali e giustificazione di nuovi dati. Questa nuova categoria di rivoluzione intellettuale ha ampliato quella di rivoluzione scientifica conferendole un significato filosofico che, in maniera nuova e determinante, ha formato la consapevolezza di doversi confrontare sempre con la scienza di un’epoca ogni qual volta si vuole capire lo spirito di quell’epoca.

Non meno importante e sempre in questa direzione il coraggioso volume Reason, Experiment and Mysticism in the Scientific revolution, che ha messo in luce la necessità di analizzare la nascita della scienza moderna anche in relazione a pratiche che oggi classifichiamo come non scientifiche, come la magia, l’astrologia e l’alchimia. La scienza ha ritagliato la sua identità confrontandosi con il contributo che proveniva da tali pratiche, rigettandone alcuni aspetti, ad esempio l’ermetismo, e accogliendone altri, come la dimensione fortemente empirica e l’emancipazione dalla metafisica tradizionale. Con lo stesso coraggio intellettuale e originalità di pensiero, Shea ha saputo spiegare come la questione galileiana relativa al dissidio con la Chiesa e alla condanna del 1633 sia una storia intricata e complessa, in cui entrano in gioco molti fattori e che la rendono un esempio paradigmatico della difficoltà di coniugare teologia e scienza, all’interno di una concezione unitaria del sapere.

Nella sua lettura della rivoluzione scientifica, Shea ha dato particolare rilievo al ruolo di Guidubaldo dal Monte e della scuola dell’umanesimo matematico urbinate, la cui influenza Galileo risentì grandemente, soprattutto per gli studi di meccanica, fino al punto di annoverarlo tra i suoi maestri. Lo stesso farà Newton con lui, e gli altri due grandi predecessori Copernico e Keplero, quando portando a compimento la fase rivoluzionaria del processo di fondazione della scienza moderna, dichiarò che se aveva visto più lontano, era perché stava sulle spalle di giganti (“If I have seen further it is by standing on the sholders of Giants”).

Shea è stato inoltre presidente della Commissione permanente di studi umanistici della European Science Foundation ed è membro da molti anni di prestigiose accademie scientifiche, tra le quali l'Accademia Europea, la Royal Society of Canada, l’Accademia delle scienze di Bologna, l’Accademia nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena, la Royal Swedish Academy of Sciences

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