THE_SPACE_WE_LIVE_IN GAD Giudecca Art District

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GAD _ Giudecca Art District

Sestiere Dorsoduro

30123 Venezia

Italy

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Descrizione evento
Book your weekend free visit @ Giudecca Art District 4 exhibitions

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1) The Space We Live in è il titolo della rassegna generale ma anche il titolo della mostra principale e installazione personale di Markus Heinsdorff, con la partecipazione di Markus Uhrig e Christian Schittich.

Markus Heinsdorff artista, designer, architetto internazionale vive e lavora a Monaco di Baviera già rappresentante del suo paese con i padiglioni agli EXPO di Shangai e in India e presente con progetti in India, Tailandia, Indonesia, Vietnam, Brasile, Stati Uniti, Sud Africa e in numerosi paesi Europei.

Curata da Pier Paolo Scelsi, con la collaborazione di COOP Allenza 3.0 e Pasinger Fabrik Monaco di Baviera, con il contributo del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania, l’artista presenterà a Venezia un innovativo progetto che mette a sistema l’emergenza abitativa alla dimensione del recupero e del riuso dei materiali volgendo lo sguardo alla storia e al patrimonio culturale delle architetture vernacolari.

2) Texture of Fade è il titolo dell’intervento di Reiner Heidorn, pittore, anch’egli di Monaco di Baviera.

In questa mostra, curata da Francesca Mavaracchio, GAD ribadisce la sua attenzione alla ricerca sull’elemento del “paesaggio” e sulla percezione e distorsione del medesimo da parte dell’uomo. Dai boschi della Baviera fino alla Laguna Veneziana i colori di Reiner Heidorn diventano micro organismi, particelle, narrazione di trame oniriche, fiabesche.

3) A cura di Pier Paolo Scelsi, Encanto, prima mostra personale a Venezia di Palmalisa Zantedeschi.

Palmalisa Zantedeschi nasce e vive a Verona da una famiglia di quattro generazioni di scalpellini e scultori. Viene formata all’interno dell’azienda famigliare a lavorare la pietra ed a viaggiare nel mondo alla ricerca di materiali. In Encanto l’autrice porterà in mostra lo studio e la ricerca attorno allo “spazio” al rapporto tra l’elemento naturale, ancestrale della “pietra”, della “roccia” del “sasso”, della materia tattile e l’uomo.

4) Sempre dal 21 maggio GAD ospiterà Mario Gottardi: La misura e la grazia dell’abitare a cura di

Caterina Corni e in collaborazione con l’Archivio Arch. Mario Gottardi.

Questa mostra è l’occasione per ri-scoprire un progettista eccezionale, che fa della misura la sua cifra

stilistica: un equilibrio che non significa ripetitività, ma che applica il dominio della linea a una variegata

gamma di soluzioni architettoniche e d’interni e che, partendo dagli stilemi razionalisti da cui è

chiaramente influenzato, li reinterpreta e li riattualizza seguendo da un lato le tendenze culturali a lui

contemporanee e dall’altro le esigenze pratiche e concrete nell’utilizzo degli spazi e soprattutto degli

oggetti e dei complementi di arredo, in cui esprime il suo lato più creativo. La mostra si svilupperà

attraverso una ricca documentazione fotografica e la proiezione in anteprima del video di Umberto

Corni.

THE_SPACE_WE_LIVE_IN

Lo “Spazio in cui viviamo” inteso in senso fisico, del luogo cartesiano dell’abitare la casa o la città, nella contemporaneità e della storia recente, il “saper fare” come mezzo di conservazione dell’identità culturale e allo stesso tempo come principale mezzo di progresso e di risposta alle emergenze del secolo in corso.

Ma contestualmente estendendo l’accezione de “Lo spazio in cui viviamo” alla dimensione antropica, inteso come rapporto tra essere umano ed essere umano, nella codificazione sociale e politica del coesistere, e inteso infine come studio della relazione tra uomo e natura, sia nella dimensione intima dell’essere, del rapporto continuo e costante tra azione e reazione, tra sviluppo e ecosostenibilità.

Tra Psiche e Techne.

Ciò che è veramente inquietante non è che il mondo si trasformi in un dominio completo della tecnica. Più inquietante è che l’uomo non sia preparato a questo radicale mutamento. Ed ancora più inquietante è che non siamo capaci di raggiungere, attraverso un pensiero meditativo, un adeguato confronto con ciò che sta realmente emergendo nella nostra epoca.

M.Heidegger – L’Abbandono 1959

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4 EXHIBITIONS WILL OPEN SIMULTANEOUSLY @ GAD on MAY 21, 2021!

1) The Space We Live in is the title of the whole 2021 event but also the title of the flagship exhibition and personal installation by Markus Heinsdorff, with the participation of Markus Uhrig and Christian Schittich.

Markus Heinsdorff artist, designer, international architect lives and works in Munich already representative of his country with pavilions at Expo in Shanghai and India and present with projects in India, Thailand, Indonesia, Vietnam, Brazil, the United States, South Africa and in numerous European countries.

Curated by Pier Paolo Scelsi, with the collaboration of COOP Allenza 3.0 and Pasinger Fabrik Munich, with the contribution of the Consulate General of the Federal Republic of Germany, the artist will present in Venice an innovative project that puts the housing emergency to the recovery and reuse of materials by turning our gaze to the history and cultural heritage of vernacular architecture.

2) Texture of Fade is the title of the speech by Reiner Heidorn, a painter, also from Munich.

In this exhibition, curated by Francesca Mavaracchio, GAD reiterates its attention to research on the element of the "landscape" and on the perception and distortion of the same by man. From the woods of Bavaria to the Venetian Lagoon, Reiner Heidorn's colors become micro organisms, particles, narration of dreamlike, fairytale plots.

3) curated by Pier Paolo Scelsi, Encanto, is the first solo exhibition in Venice by Palmalisa Zantedeschi.

Palmalisa Zantedeschi was born and lives in Verona to a family of four generations of stonemasons and sculptors. She is trained within the family company to work stone and travel the world in search of materials. In Encanto the author will show the study and research around the "space" to the relationship between the natural, ancestral element of the "stone", the "rock" of the "stone", tactile matter and man.

4) Also from May 21st GAD will host Mario Gottardi: La misura e la grazia dell’abitare, curated by

Caterina Corni and in collaboration with the Arch. Mario Gottardi Archive.

This exhibition is an opportunity to re-discover an exceptional designer, who makes the measure his

stylistic figure: a balance that does not mean repetitiveness, but that applies the domination of the line

to a varied range of architectural and interior solutions and that, starting from the rationalist styles

from which it is clearly influenced, reinterprets and re-implements them following on the one hand the

cultural trends contemporary to him and on the other the practical and concrete needs in the use of

spaces and above all of objects and furnishing accessories, in which he expresses his most creative side.

The exhibition unfolds through a rich photo documentation and features the new video installation by

Umberto Corni based on Mario Gottardi’s career.

The "Space we live in" understood in a physical sense, of the “of living the house or the city”, in the contemporaneity and recent history, the "know-how" as a means of preserving cultural identity and at the same time as the main means of progress and response to the emergencies of the current century.

But at the same time extending the sense of "The space in which we live" to the anthropic dimension, understood as the relationship between the human being and the human being, in the social and political codification of co-exist, and finally understood as a study of the relationship between man and nature, both in the intimate dimension of being, of the continuous and constant relationship between action and reaction, between development and eco-sustainability.

Between Psyche and Techne.

What is really disturbing is not that the world is turning into a complete domain of technology. More disturbing is that man is not prepared for this radical change. And even more disturbing is that we are not able to reach, through meditative thinking, an adequate comparison with what is really emerging in our age

M.Heidegger – The Abandonment (1959)

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