Spettacolo Teatrale GIORNI RUBATI - Teatro delle Muse di Ancona
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Spettacolo Teatrale GIORNI RUBATI - Teatro delle Muse di Ancona

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Teatro delle Muse

Piazza della Repubblica

60121 Ancona

Italy

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testi Giammarco Mereu, regia Silvia Cattoi e Juri Piroddi, con Giammarco Mereu, Silvia Cattoi, Juri Piroddi, Antonio Sida, drammaturgia collettiva,musiche di scena eseguite dal vivo Simone Pistis,foto Franco Carta, Antonia Dettori, Lara Depau, Pietro Basoccu.

Lo spettacolo teatrale “Giorni Rubati” realizzato dalla compagnia teatrale Rossolevante ha ricevuto la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il protagonista dello spettacolo e autore del testo, Giammarco Mereu, è vittima di un infortunio sul lavoro; si fa testimone di una drammatica problematica contemporanea e sceglie di raccontare la sua storia attraverso il teatro volendo generosamente condividere con il pubblico questa esperienza, dimostrandoci quanto la testimonianza di un individuo possa essere accolta nella cultura e diventare patrimonio di tutti. Lo spettacolo affronta con coraggio un tema inusuale per i palcoscenici e lo fa con grande passione e professionalità, donando al pubblico intense emozioni.


HANNO DETTO DELLO SPETTACOLO

“Si è trattato di uno spettacolo straordinario, commovente, che didatticamente vale più di cento discorsi di esperti, analisti, docenti e autorità a vario titolo. (…) Straordinario. Si tratta, in poche parole, di una rappresentazione che vale la pena di mettere in scena in tutte le scuole superiori. Vale più di mille discorsi ufficiali.”Antonio Bassu, giornalista.

"Più di tutto, in Giorni rubati traspare la generosità del Combattente. Si definisce così, nelle sue poesie, Giammarco Mereu. Generosità è trovare l’energia, nonostante tutto, per raccontare quel che può accadere quando il sistema che dovrebbe garantire una protezione adeguata a chiunque svolga un lavoro non funziona. Lo spettacolo suscita emozioni e induce a riflettere. Io lo leggo come un esempio e monito. A fare di più e meglio per far sì che i luoghi dove si lavora non siano trappole. Giammarco lo sta facendo, perché raccontare è fare qualcosa. Tradurre in teatro questa realtà ci sprona a uscire dai nostri egoismi e ci insegna ad amare la vita, a pensare agli altri, a guardarci allo specchio per chiederci noi, cosa stiamo facendo?”Enzo Costa, Segretario Generale CGIL Sardegna.

"La voce di Giammarco Mereu, che con grande generosità ha messo a disposizione della collettività la drammaticità della sua esperienza, è la testimonianza di tante storie che ogni giorno si consumano in Italia. (…) Usare il teatro come strumento di comunicazione rappresenta una novità importante per condividere con il pubblico sia un’esperienza drammatica, sia per dare un contributo alla crescita culturale dei cittadini nei confronti del tema della sicurezza e prevenzione. La Presidenza del Consiglio Provinciale sostiene la “tournèe cittadina” di Giorni rubati convinta della validità del suo messaggio ed è per questo che lo spettacolo verrà riproposto il 25 maggio alle scuole, in occasione della III^ edizione del Premio Falcone-Borsellino."Pina Maturani, Presidente del Consiglio della Provincia di Roma.

“I passaggi narrativi si animano su un palcoscenico disadorno, metafora di un mondo vuoto in cui la parola si pone come elemento centrale, per affermare se stessa. Sono parole dolci e amare, di rabbia e di speranza, sempre vere. Mereu veste i panni dell'attore all'inizio dello spettacolo, quando, echeggiando lo stile del teatro politico, interpreta con accenti napoletani i medici che lo curarono con un certo cinismo e ipocrisia. Poi l'attore abbandona la finzione teatrale e diventa Giammarco Mereu che racconta se stesso. Dal dramma sociale - prodotto di condizioni di insicurezza sul lavoro - si passa al dramma umano, senza retorica o luoghi comuni della politica, piuttosto con coinvolgente delicatezza. Le parole e i pensieri, che si sprigionano dalla prigionia di un corpo bloccato su due ruote, ora rincorrono nuovi percorsi per disegnare una nuova vita, con la leggerezza dei veri sentimenti, con la ricerca di una dimensione positiva e propositiva. E' questa la drammatica e straordinaria storia di Giammarco Mereu, uomo sfortunato e ora attore che attraverso il teatro non cerca patetica consolazione, ma vive un rapporto comunicativo con la realtà e con se stesso, contro il peso della solitudine e l'emarginazione, che sconfigge su un palcoscenico disadorno al cospetto di una platea solidale e plaudente, come quella che si è raccolta nella sala del Teatro Comunale di Gries." Massimo Bertoldi, giornalista.

"Giammarco ha subito un colpo terribile dalla vita, dall’indifferenza delle persone, da un modo cieco e spietato di pensare il lavoro e la vita dei lavoratori. Ora Giammarco, con straordinaria forza, ha però deciso di restituire quel colpo, riuscendo a parlare di ciò che gli è accaduto e di come vive la propria realtà. Facendo questo, Giammarco colpisce tre volte, dritto al cuore di chi, per difesa o per distacco, pensa che “tanto a me non potrà mai capitare”. Colpisce la cecità di chi pensa che la sicurezza sul lavoro, e quindi il valore della vita umana, sia un orpello inutile o un pesante costo da tagliare quanto più possibile. Colpisce la colpevole leggerezza per cui, di fronte ad una condizione di pericolo, si sente più facile girarsi dall’altra parte. Raccontando la sua storia, Giammarco riesce a lacerare l’animo di ciascuno di noi, facendoci indossare, a viva forza, i suoi panni, chiamandoci direttamente in causa e domandando:tu, che cosa farai da adesso in poi?”Sabatino De Sanctis, Vice Presidente Fondazione Leadership in Health & Safety.

“Uno spettacolo che tutti dovrebbero vedere: intenso e utile a formare, soprattutto nei giovani, una coscienza civile. I dialoghi profondi e a tratti Ironici, che riescono a strappare un sorriso (triste), permettono allo spettatore di affacciarsi su un mondo lontano dagli stereotipi che la società di oggi ci offre. Il protagonista, con il suo esempio di coraggio e determinazione, ci dà un grande insegnamento: fatti e non parole”.Gianni Carassale, CGIL La Spezia.

“Lo spettacolo, nella sua essenzialità, è davvero straordinario.”Giovanni Rispoli, giornalista.

“Lo spettacolo Giorni rubati pone l’esplicita finalità di promuovere un vero e proprio cambiamento culturale, un processo collettivo di sensibilizzazione e responsabilizzazione (…). Un contributo al formarsi di quella consapevolezza collettiva che, sola, può eliminare ogni residuo atteggiamento di fatalismo, rassegnazione o, peggio, di adesione formale alle norme, nella certezza che insieme, imprese e istituzioni pubbliche – usando le leve della formazione e dell’informazione – possiamo eliminare, sul nascere, il determinarsi di ogni condizione di rischio.”Giuseppe D’Antonio, Direttore della Sede INAIL di Genova.

"Stamattina ho assistito alla rappresentazione a Pordenone, volevo complimentarmi per come siete riusciti a trasmettere tanti sentimenti ed emozioni, mi è piaciuto moltissimo. Credo abbiate colpito nel segno e che i ragazzi presenti non si dimenticheranno mai quello che hanno vissuto stamattina. All'inizio c'erano risate e scherzi poi, non si è sentito più volare una mosca. Grazie ancora per quello che ci avete trasmesso."
Francesca Miorin, Pordenone.

"All'inizio avevo un po' di reticenza a guardare Giorni rubati (…), perché s'indovina dove ci porta. Ma dopo cambia. Credo che questo abbia luogo per due ragioni: la particolarità del personaggio centrale (Giammarco) e la delicatezza del tuo sguardo di regista.François Kahn, attore-regista, "Odradek Théâtre" – Parigi.

"Come sindacati nazionali dell'edilizia e dei materiali da costruzione Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-CGIL, riteniamo che tra i nostri compiti fondamentali ci siano l'impegno per diffondere una cultura della sicurezza e per affermare e difendere i diritti dei lavoratori, a partire dal diritto alla salute. La nostra convinzione è che la drammatica catena di infortuni e incidenti mortali si possa spezzare attraverso regole, controlli e formazione. (...) Il nostro sostegno al Progetto Giorni rubati va proprio in questa direzione: siamo certi che ogni forma d'arte, e quindi anche il teatro, soprattutto quando sono rivolti ad un pubblico giovane, costituiscono uno strumento prezioso ed efficace di diffusione della cultura della prevenzione." Sindacati Nazionali delle costruzioni Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-CGIL.

"Finalmente ieri sera ho potuto apprezzare "Giorni rubati": davanti ad uno spettacolo con tale intensità umana e attoriale e grande sensibilità artistica nel tradurre scenicamente uno spaccato di cruda realtà si rischia di essere banali nell'esprimere qualsiasi opinione... posso dirvi semplicemente che alla fine dello spettacolo sono rimasto turbato, coinvolto emotivamente, psicologicamente e artisticamente. Appena sono rientrato a casa, quasi a non voler rinunciare a un rapporto con voi, ho voluto guardare immediatamente i video. Devo dire che raramente riesco a guardare un lavoro teatrale in video ma questo sa catturarti, mantenerti incollato, grazie alla forza comunicativa di Giammarco e all'ottimo lavoro di ripresa e montaggio. Insomma ragazzi, siete una bella realtà, una compagnia viva, dinamica, e creativa." Gianfranco Angei, Compagnia teatrale "Actores Alidos" - Cagliari.

“Spettacolo di notevole efficacia comunicativa. Strutturato molto bene lo svolgimento delle diverse fasi teatrali e narrative, intercalate da pezzi musicali interessanti ed eseguiti in modo originale. Bravissimi gli attori. Il teatro era gremito e, al termine della rappresentazione, il pubblico si è mostrato entusiasta. Gli attori, gli autori, gli organizzatori e i sostenitori dell'iniziativa sono stati applauditissimi. Bello!” Nicoletta Vinciguerra, scrittrice.

“Uno spettacolo scritto sulla pelle, una testimonianza diretta, intensa e commovente su come l’esistenza può cambiare in un istante ma anche l’eccezionale forza di un uomo che non si arrende.” Giancarlo Biffi, attore-regista, direttore artistico della Compagnia "Cada Die Teatro".

“Poche parole ma profondamente toccanti, da pelle d'oca, commozione e rabbia.” Valerio Pisano, artista.


Uno spettacolo che in meno di un’ora ti proietta in un mondo parallelo che non è fatto di compassione ma di emozione… un’emozione che rimarrà dentro di me.
Credo sia il “corso di sicurezza sul lavoro” più formativo ed arricchente al quale io possa avere avuto il privilegio di assistere! Grazie infinite.” Massimo Romanutti, Udine.

"Questo lavoro fa riflettere e sono certo che accresca la sensibilità delle persone che lo vedono, è doveroso parlarne e deve trovare la massima diffusione cosicché possa rappresentare un valido contributo per aumentare l’attenzione e ridurre i rischi d’infortunio." Stefano Parrichini, Segretario Generale Fillea CGIL/AGB - Bolzano.

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