Seminario: Pensare per storie

Seminario: Pensare per storie

Azioni e Pannello dettagli

100 €

Data e ora

Località

Spazio Pin

Viale Monte Santo, 5

20124 Milano

Italy

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Pensare per storie - La cura delle storie per aumentare le possbilità

Informazioni sull'evento

Pensare per storie è una delle locuzioni batesoniane più famose – e belle.

Il pensare per storie è qui inteso come il modo di pensare della complessità, della possibilità e - quindi - della natura e dei processi evolutivi.

Ma come si combinano questa visione e questa idea con “l’umano raccontare” fatto da vincoli, fatto di parole?

Per rimanere in relazione a questa domanda - non per risponderle - viene considerato centrale il presupposto che le storie sono materia mirifica e delicata, misteriosa, di cui aver riguardo, da maneggiare con particolare cura.

Contemporaneamente le storie non di rado vengono "prese" per uso ordinario, con disattenzione, ricorrendo ad alcuni automatismi del pensare e del sentire, senza coglierne i dettagli o i loro innumerevoli giochi di luce – e ombre.

Pensare per storie significa anche agire in modo da aumentare le possibilità di ciò che pensiamo, vediamo e facciamo: ossia provare a giocare insieme per diventare critici, creativi e curiosi allenando una visione multisfaccettata e polifonica capace di celebrare la bellezza e la complessità – e il mistero – del vivere e del vivente.

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ORGANIZZAZIONE:

Il seminario è riconosciuto da AssoCounseling come aggiornamento professionale: 8 crediti

L’incontro è aperto a counselor, educatori, pedagogisti e professionisti della relazione d’aiuto.

Sono previsti sconti per gli ex-studenti scrivendo a info@pratichesistemiche.it

SEDE: presso Spazio Pin - Via Monte Santo 5, Milano

per informazioni: info@pratichesistemiche.it

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Il seminario sarà condotto da Andrea Prandin

Consulente pedagogico, counselor sistemico, supervisore e formatore. Docente presso la Scuola Superiore di Pratiche Filosofiche "Philo" di Milano.

Insieme alla prof.ssa Laura Formenti conduce "Grass - Laboratorio permanente di sguardi e pratiche sistemiche in contesti educativi”.

Da molti anni lavora come supervisore e formatore con équipe multidisciplinari in ambito psico-socio-educativo afferenti principalmente all’area della Tutela Minori e Famiglia.

In tutti questi contesti il il tentativo è quello di comporre i linguaggi estetici con quelli clinici, comporre prosa e poesia. Mito e biologia. Centrale e periferico. Macro e micro sistema.

L’incontro con il pensiero di Gregory Bateson l’ha completamente travolto e capovolto - e stravolto – e così ha compreso che “se non è la volta buona, si può anche provare a cambiare cielo”.

Ha contribuito alla scrittura del libro curato da Laura Formenti “Re-inventare la famiglia” (2012 Apogeo-Feltrinelli), esplorando il tema della ricerca della bellezza nel lavoro con famiglie “multispettinate”.

Con Chiara Scardicchio, oltre a collaborare nel progetto della Hope school, ha scritto il libro "Parole disarmate. Ricerche estetiche, didattiche narrative" (2017, Edizioni del Rosone). Nel gioco composizionale tra clinico e poetico, tra “Logica & fantastica”, ha scritto i testi l’albo illustrato “Mamme e papà un po’ così e un po’ cosà”.

Con il centro Ricerche della Grande Casa ha curato il testo “Con le famiglie si può” (2016,Comunità edizioni).

L’ultima sua pubblicazione è dedicata al lavoro educativo domiciliare: “Pratiche educative domiciliari. Educatori e famiglie tra case e cimase” (2021, Animazione Sociale-Gruppo Abele Editore).

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