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Mostra "Viaggio in Occidente" al Museo del Burattino di Bergamo

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Da 4,42 €
Descrizione evento
Il Museo del Burattino e la mostra "Viaggio in Occidente" riaprono a partire da lunedì 26 aprile!

Informazioni sull'evento

Prenotare è semplice

  1. Seleziona il numero di visitatori, la data e l'orario di visita.
  2. Conferma i tuoi dati.
  3. Presentati all'ingresso del Museo qualche minuto prima dell'orario indicato nella tua prenotazione.

Siamo aperti:

  • Dal Martedì al Venerdì 15.00-18.00
  • Sabato 9.30-12.30 e 15.00-18.00

Gli ingressi contingentati permettono a tutti i nostri ospiti una visita in tranquillità e sicurezza, a misura di famiglia.

A partire dal 6 agosto 2021, in base al D.L. 105/2021, l'accesso al Museo è consentito esclusivamente ai possessori del Green Pass. Sono esclusi i visitatori sotto i 12 anni di età.

Ricorda che ogni visitatore sopra i 6 anni è tenuto a indossare la mascherina di protezione.


		Immagine Mostra "Viaggio in Occidente" al Museo del Burattino di Bergamo

Viaggio in Occidente

Marionette e burattini della tradizione cinese nella collezione Mario e Giorgio Pasotti

Il viaggio è un topos classico: metafora della vita, incontro tra il reale e l’immaginifico, il fisico e il mentale.

Nel caso di questa mostra, il viaggio è l’elemento ricorrente e caratterizzante che somma più viaggi: quelli compiuti con spirito avventuroso da Mario Pasotti, negli anni ’80, per trasportare questo prezioso patrimonio dall’Oriente all’Occidente; sono i viaggi fantastici che marionette e burattini raccontano; è il viaggio di Fondazione Ravasio e di Museo del Burattino che, dopo l’incontro inaspettato e stupefacente con la collezione Pasotti, prosegue alla scoperta dei patrimoni artistici e immateriali delle figure animate, compresi nella vastissima e antica cultura cinese.

Ecco perché “Viaggio in occidente”, uno dei quattro grandi romanzi della letteratura classica cinese, scritto nel 1590 circa da Wù Chéng’en, non può che esserne il titolo.

Una mostra – e un museo - cosa non sono, se non un viaggio da intraprendere per trovarsi, alla fine, diversi da prima?

Buon viaggio!

Il Museo del Burattino

All’ultimo piano del palazzo della Provincia di Bergamo, in via Tasso, nasce il Museo del Burattino di Bergamo. La Fondazione Ravasio, con il sostegno della Provincia, espone alcuni tra i pezzi più significativi di collezioni private di Bergamo e provincia, restituendo al pubblico un inedito sguardo sull’identità e sulla tradizione bergamasca.

Il mondo del teatro ci invita sempre a inseguire i sogni con la fiducia dei bambini. Forse è anche per questo che la Fondazione Benedetto Ravasio, dopo venticinque anni di attività, continua a coltivare grandi sogni. Sogni come il Museo del Burattino: un’autentica “folle impresa”, condivisa con persone e istituzioni che da sempre sono vicine alla Fondazione e ne condividono le finalità.

Il museo nasce dall’urgenza, sempre più sentita in questi ultimi decenni, di preservare dall’oblio un patrimonio che ha necessità di essere non soltanto conservato, ma anche indagato, valorizzato e rinnovato nelle potenzialità creative e artistiche. In questi anni la Fondazione si è impegnata in un capillare lavoro di ricerca che ha portato all’individuazione delle più significative collezioni private di burattini bergamaschi presenti in città e in provincia. La condivisione della necessità e del desiderio di ridare visibilità a un mondo considerato “teatro minore” ha condotto naturalmente a immaginare un luogo, pubblico e centrale nella città, in cui tutti possano ammirare i burattini della tradizione bergamasca.

Accanto al Fondo Ravasio, sono esposti pezzi di alcune tra le collezioni private più significative di Bergamo: le famiglie Angelini, Cortesi, Losa, Milesi, Scuri. Si tratta di circa 120 teste di legno che rappresentano un inestimabile patrimonio, materiale e immateriale, geneticamente legato all’identità bergamasca e lombarda.

Nume tutelare del Museo è Benedetto Ravasio, burattinaio bergamasco che, insieme alla moglie Giuseppina Cazzaniga, ha saputo diffondere la tradizione bergamasca in tutta Italia, riuscendo nella difficile impresa di traghettare Gioppino e gli altri personaggi in baracca, in tempi in cui l’attenzione del pubblico era totalmente assorbita dal mezzo televisivo.

La progettazione scientifica e la realizzazione del percorso di visita è a cura di Chiara Bettinelli, progettista culturale ed esperta di teatro popolare, unitamente a Diego Bonifaccio, architetto e scenografo, e a Sergio Ravasio e Luca Loglio, rispettivamente presidente e direttore artistico della Fondazione Ravasio. Il logo e il progetto grafico dell'allestimento è dello studio &1 lab di Bergamo.

L’allestimento museale segue un preciso progetto condiviso tra Fondazione Ravasio e il Comitato scientifico presieduto dalla prof.ssa Anna Maria Testaverde dell’Università di Bergamo e composto dal prof. Luigi Allegri dell’Università di Parma, tra i massimi studiosi di teatro di figura; Remo Melloni, docente di Teatro Popolare alle Scuole Civiche di Milano; Alfonso Cipolla, Istituto Beni Marionettistici di Torino; Luì Angelini, performer di teatro d’oggetti e Daniele Cortesi, burattinaio.

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Organizzatore Fondazione Benedetto Ravasio - Museo del Burattino

Organizzatore di Mostra "Viaggio in Occidente" al Museo del Burattino di Bergamo

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