Gratuito

Date multiple

Mostra fotografica Epifanie/03

Azioni e Pannello dettagli

Gratuito
Descrizione evento
Mostra a cura di Antonio Biasiucci, presso il Convento di San Domenico Maggiore.

Informazioni sull'evento

La mostra Epifanie 03 curata da Antonio Biasiucci è la mostra conclusiva del LAB\per un laboratorio irregolare: laboratorio fotografico arrivato alla sua terza edizione che si svolge in maniera completamente gratuita con la volontà di donare alla città di Napoli uno spazio permanente dedicato alla crescita di giovani fotografi. A seguito di tre anni di intenso lavoro saranno esposti i progetti fotografici di: Paolo Covino, Alessandro Gattuso, Valeria Laureano, Laura Nemes-Jeles, Claire Power, Ilaria Sagaria, Giuseppe Vitale, Tommaso Vitiello. I lavori saranno esposti su 8 faldoni collocati su un tavolo di 15 metri nel corridoio della cappella di San Tommaso presso il Convento di San Domenico Maggiore.

L'evento rispetta le norme anti-Covid.

Per garantire la sicurezza dei partecipanti gli ingressi saranno contingentati.

La fruizione della mostra sarà consentita esclusivamente entro e non oltre la fascia oraria selezionata (ad esempio: dalle 11:00 alle 11:45, dalle 17:00 alle 17:45).


		Immagine Mostra fotografica Epifanie/03

		Immagine Mostra fotografica Epifanie/03

		Immagine Mostra fotografica Epifanie/03

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Organizzatore Laboratorio Irregolare

Organizzatore di Mostra fotografica Epifanie/03

Il "LAB\per un laboratorio irregolare" è un laboratorio a cura di Antonio Biasiucci, arrivato alla terza edizione e nato in modo spontaneo nell'ottobre 2012 dall’incontro dell'artista con un gruppo di giovani fotografi.

Per circa due anni, a cadenza bisettimanale, Biasiucci segue gratuitamente 8 ragazzi nel loro percorso artistico, guidando ognuno nella produzione di un progetto di ricerca personale e di una mostra collettiva. Ogni passaggio di questo percorso, dalla creazione del progetto, alla realizzazione di un portfolio, all’allestimento e all’organizzazione della mostra, fino alla stampa del catalogo, rientra nell’attività del laboratorio. L’esperienza nasce dall’esigenza di creare un percorso per giovani artisti.

L’idea di Antonio Biasiucci è di trasmettere un metodo che eserciti ad una costante azione critica sul proprio lavoro. “Il laboratorio – scrive Leo De Berardinis citando Antonio Neiwiller, amico e ispiratore di Biasiucci - è lo stimolo a solleticare le corde interne del pensiero e dell’emozione, affinché diventino delle epifanie pure e scarnificate”. Un laboratorio ha significato solo per il valore di approfondimento che rappresenta: in questo senso, la guida di Biasiucci nei confronti dei partecipanti al laboratorio esula completamente dal mero contenuto tecnico, per sollecitare diversi percorsi personali di ricerca visiva e definire quali siano le immagini guida in cui i ragazzi possano riconoscersi, al di là del puro espediente. Il laboratorio spinge a guardarsi dentro e dall’approfondimento generato da questo sguardo emergono differenti punti di vista e linguaggi. Chi si guarda dentro, infatti, non può che produrre diversità. Progetti eterogenei, ma guidati da un unico metodo.

“LAB\per un laboratorio irregolare” è anche un'associazione culturale senza scopo di lucro, a cui aderiscono - insieme a Biasiucci - i partecipanti delle varie edizioni dei laboratori, che promuove o supporta progetti e attività culturali e sociali all'interno della diffusione della fotografia di ricerca a Napoli e non solo. Negli anni si sono create sinergie con diverse associazioni e realtà da cui sono nati vari progetti, tra cui “OpenHeArt” in collaborazione con il Museo Archeologico di Napoli, il Polo museale della Campania e Villa Pignatelli – Casa della fotografia, le associazioni AZTeCA, Pianoterra Onlus, Occhi Aperti, Incontri internazionali d’Arte e il Dipartimento di Scienze Politiche e della Comunicazione.

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