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Mini seminario • "COMUNICAZIONE CONSAPEVOLE" con Oronzo Liantonio

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Che sia l’amore o un incarico lavorativo ciò a cui più aspiriamo, chi di noi non desidera che le persone ci rivolgano la loro attenzione?

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La lingua batte dove il dente duole”… ci sentiamo dire dai nostri nonni quando raccontiamo loro delle confidenze dei nostri amici o quando esponiamo a loro i nostri turbamenti.

I motti di spirito sanno raccontarci profonde verità sul comportamento e sulle vicende umane e anche in questo caso non si smentiscono: quante volte ci siamo trovati nelle circostanze di dover ascoltare sempre gli stessi racconti da parte dei nostri amici oppure di dover ascoltare improvvisi cambi di direzione verso argomenti non congruenti con quanto era, fino a quel momento, oggetto della conversazione?

Probabilmente molte di più di quelle che possiamo ricordare.

In ogni dialogo intrattenuto con i nostri conoscenti, con i nostri colleghi, persino con il nostro partner, emergono continuamente elementi che, seppur appaiano come innocenti affermazioni, sanno raccontare molto del sentire di chi ci sta di fronte.

I momenti sensibili della nostra esistenza, le persone che ci colpiscono in maniera particolare oppure ancora l’insoddisfazione presente in alcuni ambiti della nostra vita sono desumibili dalle nostre parole in ogni momento, essendo essi oggetto costante della nostra comunicazione.

Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.

Certo, direte, occorre avere un occhio, o meglio un orecchio, attento e fare della pratica dell’ascolto una ricerca sull’altro che scavalca il significato linguistico delle parole che ascoltiamo, ma essere attenti uditori può rappresentare un vero e proprio vantaggio quando si tratta di intrattenere rapporti sociali e personali soddisfacenti.

Escludendo le circostanze in cui per cause di forza maggiore siamo tenuti a comunicare in maniera formale e su tematiche specifiche, ogni volta che intratteniamo un qualunque dialogo stiamo in realtà comunicando a chi ci sta di fronte qual’è il famoso dente che duole e sul quale la lingua, ovvero le nostre parole, batte le sua punta.

Non esiste alcun individuo capace di essere esente da un tale meccanismo, semplicemente perchè a spingerci a esporre il contenuto dei nostri turbamenti interiori attraverso le parole è la nostra emotività.

Esiste forse essere umano privo di un’istanza emozionale? No.

Quanto fin qui affermato è ciò che più ci rende simili gli uni agli altri e, pertanto, se è vero che ogni volta che comunichiamo diamo informazioni circa il nostro stato emozionale e i nostri punti sensibili è anche vero che altrettanto fanno gli altri, ovvero chi ci circonda, servendoci su un piatto d’argento l’oggetto dei propri tumulti interiori ogni volta che ci rivolge parola.

Quale vantaggio dovremmo trarre da una tale consapevolezza? Quella per cui attraverso la conoscenza di informazioni tanto preziose, desunte tramite un ascolto “strategico”, anche le persone a noi più care, verso cui nutriamo i più profondi sentimenti, smettono ai nostri occhi di rappresentare un mistero e di avere segreti. Ma soprattutto ciò ci permette di conoscere sempre il modo migliore di relazionarci con essi per ottenere la loro attenzione.

Che sia l’amore o un semplice incarico lavorativo tanto ambito ciò a cui più aspiriamo, chi di noi non desidera che le persone di nostro interesse ci rivolgano la loro attenzione?

Tante volte chiederla non è sufficiente, ce lo insegna la nostra esperienza, non basta infatti esprimere con chiarezza i nostri desideri. Per poter destare interesse in chi rappresenta l’oggetto della nostra attenzione è necessario adottare la giusta pratica comunicativa, fatta di comprensione delle loro esigenze emozionali. Solo così avremo sempre la certezza di toccare corde sensibili e “colpire”, lasciando un segno, i nostri interlocutori.

Per fare ciò, è necessario partire dalle basi: quali sono gli ambiti dell’esistenza altrui che risultano essere più importanti? In quali si nasconde un disagio e in quali, invece, vi è totale soddisfazione?

Che siano i rapporti familiari, le relazioni sentimentali o passionali oppure ancora l’aspetto autorealizzativo non è importante. Ciò che conta è sapere sempre quali sono i tasti giusti da premere per sollecitare nelle persone di nostro interesse una reazione emotiva. Solo così possiamo dire di aver avviato “le pratiche” per dare inizio ad un rapporto vero e proprio, di qualsivoglia natura, essendo la capacità di sfiorare la sensibilità altrui la chiave per poter infondere fiducia, credibilità ed empatia. Sono queste le fondamenta di una qualunque relazione e senza aver prima costruito queste… non possiamo posare alcun altro mattone.

Come si può realizzare tutto ciò?

Per sapere come fare… con noi devi restare!

Il 26 Novembre 2020 alle h.20:30, Oronzo Liantonio, Analogista® e docente di Comunicazione Analogica®, ti aspetta per un webinar sulla piattaforma ZOOM dal titolo “COMUNICAZIONE CONSAPEVOLE: come essere efficace ed oltre…”. Ad attenderti un viaggio alla scoperta dell’ABC del funzionamento della comunicazione umana e di come le persone a noi care sanno raccontarci la loro verità emotiva in ogni istante attraverso uno elemento spesso sottovalutato: le parole e i dialoghi che quotidianamente intrattengono.

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Quota di partecipazione: €9,90 a persona.

All’atto dell’iscrizione verranno fornite le istruzioni utili ad accedere alla lezione tramite la piattaforma ZOOM.

N.B. Accesso consentito solo con telecamera accesa.

✎ Info&dettagli:

Segreteria UPDA • segreteria@upda.it

Mobile&whatsapp: 329 6595741‬

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