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Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi

5 Piazza Manzoni

53100 Siena

Italy

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Dopo il successo dell'edizione del 2017, il Santa Chiara Lab in collaborazione, con la Contrada di Valdimontone è lieto di presentare nel suggestivo scenario della scalinata della Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi, Maledetta Toscana, uno spettacolo a cura de La Serpe d'oro.

Un viaggio cantato per motti e indoli nella regione più amata (e odiata) d´Italia letture da Cecco Angiolieri a Dante Alighieri e oltre...

di e con Igor Vazzaz
con Francesco Amadio - mandolino, violino,
voce Jacopo crezzini - contrabbasso, voce
Luca Mercurio - fisarmonica, voce

Aprirà lo spettacolo il coro della Contrada di Valdimontone


«Se è cosa difficile essere italiano, difficilissima cosa è l’essere toscano:
molto più che abruzzese, lombardo, romano, piemontese, napoletano, o francese, tedesco, spagnolo, inglese.

E non già perché noi toscani siamo migliori o peggiori degli altri, italiani o stranieri, ma perché, grazie a Dio, siamo diversi da ogni altra nazione: per qualcosa che è in noi, nella nostra profonda natura, qualcosa di diverso da quel che gli altri hanno dentro».
Curzio Malaparte, Maledetti toscani, Firenze, Sansoni, 1956, p. 3

«Perché con quella c aspirata e quel senso dell’umorismo da quattro soldi, i toscani hanno devastato questo paese».
Stannis La Rochelle, Boris, stagione 1, episodio 10, 2007

Comici i toscani? Mica tanto. O, meglio: dipende.
Strano a dirsi, ma non troppo:
simpatici, i toscani, non son mai stati. E non lo sono.

Ancora nel 1956, Curzio Malaparte, toscanissimo, ancorché tedesco (all’anagrafe faceva Kurt Erich Suckert), scriveva:
«dove e quando gli altri piangono, noi ridiamo, e dove gli altri ridono, noi stiamo a
guardarli ridere, senza batter ciglio, in silenzio: finché il riso gela sulle loro labbra».

Eppure, l’umorismo toscano esiste. Da secoli.
E attraversa poesia, letteratura, musica e canzoni.
Attraversa la storia, e la politica, d’una terra laica per vocazione e natura.
Una terra che, per prima nella storia, abolisce la pena di morte.

L’umorismo sfrontato dei toscani è comune a popoli differenti, spesso nemici, ma uniti dal gusto per il paradosso, da fierezza, orgoglio, senso della sfida e, sì, uno spiritaccio che non si ferma davanti a niente, neppure alla morte.

Un viaggio tra lande e storie, tra i sonetti di Dante e Cecco, le ottavine bernescanti e, soprattutto, le canzoni popolari proposte con un’esecuzione coinvolgente.
Un’autentica scoperta sia per i toscani, che rischian di non rammentarsi più da dove provengano, sia, soprattutto, per i non toscani, che spesso han bisogno d’un manuale di sopravvivenza per quella che resta una delle più belle, affascinanti e maledette terre d’Italia.

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