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Libri & Caffè: La notte di Wiesel e Yossl Rakover si rivolge a Dio di Kolitz

Società Umanitaria

Martedì 22 maggio 2018 dalle 15:30 alle 17:00 (CEST)

Libri & Caffè: La notte di Wiesel e Yossl Rakover si...

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Libri & Caffè: La notte di Wiesel e Yossl Rakover si rivolge a Dio di Kolitz 22 mag 2018 Gratuito  

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"Libri e Caffè", un piccolo grande gruppo dove innamorarsi della lettura, ampliando i propri orizzonti su mondi che per varietà e bellezza competono, e completano, con quello reale.
 
Del resto, cosa diceva la grande Emily Dickinson? “Non c’è vascello che possa portarci in contrade lontane quanto un libro”.
 
Quest’anno, abbiamo pensato ad una nuova formula per i nostri incontri: inviteremo scrittori e addetti ai lavori del mondo editoriale, che ci parleranno delle loro letture predilette. Vi diamo l’elenco delle loro scelte perché, com’è tradizione, possiate prepararvi con domande e commenti. Ma non abbiamo nemmeno dimenticato i vostri suggerimenti, puntuali e condivisibili: a partire da quest'anno, infatti, il nostro salotto letterario parteciperà alle fiere letterarie milanesi, iniziando da quella dei Piccoli Editori in Mostra (che si terrà a novembre nella nostra sede il 18 e 19 novembre), e in seguito a Book City, Tempo di Libri, Book Pride e ariveremo fino a Torino al Salone Internazionale del Libro. Infine, dopo tanti anni di Libri e Caffè, ci sembrava giusto istituire un premio per il libro più amato tra tutti quelli presentati in questi anni. Durante i prossimi incontri, vi sarà distribuito l’elenco su cui potrete esprimere le vostre preferenze. Contiamo come sempre sul vostro affettuoso supporto!
 

La notte di Elie Wiesel (Giuntina, 1980)

Una testimonianza atroce e pulsante della morte di Dio, nell'anima di un bambino. "Ciò che affermo è che questa testimonianza, che viene dopo tante altre e che descrive un abominio del quale potremmo credere che nulla ci è ormai sconosciuto, è tuttavia differente, singolare, unica. (...) Il ragazzo che ci racconta qui la sua storia era un eletto di Dio. Non viveva dal risveglio della sua coscienza che per Dio, nutrito di Talmud, desideroso di essere iniziato alla Cabala, consacrato all'Eterno. Abbiamo mai pensato a questa conseguenza di un orrore meno visibile, meno impressionante di altri abomini, ma tuttavia la peggiore di tutte per noi che possediamo la fede: la morte di Dio in quell'anima di bambino che scopre tutto a un tratto il male assoluto?" (dalla Prefazione di F. Mauriac)


Yossl Rakover si rivolge a Dio  di Zvi Kolitz (Adelphi, 1997)


Nel settembre del 1946 una oscura rivista in lingua yiddish di Buenos Aires, «El diario israelita», pubblicava Yossl Rakover si rivolge a Dio presentandolo come l’ultimo messaggio scritto da un combattente del ghetto di Varsavia mentre il cerchio della morte si stringeva, minuto dopo minuto, intorno a lui – e ritrovato «tra cumuli di pietre carbonizzate e ossa umane, sigillato con cura in una piccola bottiglia». Pochi conoscevano allora con precisione la storia della rivolta ebraica di Varsavia e della tragedia che con essa si consumò, ma subito il testo dell’ignoto combattente che, simile a un nuovo Giobbe, chiama in causa Dio e il suo silenzio di fronte al trionfo dell’orrore cominciò una lunga e singolare peregrinazione per il mondo, fra Israele, Germania, Francia, Stati Uniti – trasformandosi via via, di traduzione in traduzione, in leggenda. Così la breve e fiera apostrofe a Dio di Yossl Rakover divenne simbolo, lascito testamentario di chi si rivolta contro l’iniquità. E quando il vero autore si fece vivo, rivelandosi come un ebreo lituano emigrato in Palestina allo scoppio della guerra, ci fu chi non volle accettare i fatti. Ne nacque una lunga vicenda di dispute, altamente borgesiana, che finalmente Paul Badde è riuscito a ricostruire: il suo resoconto viene qui proposto insieme a un saggio di Emmanuel Lévinas, che già nel 1955 aveva letto il testo di Kolitz come un «Salmo moderno» nel quale «tutti noi superstiti riconosciamo con sbalordito turbamento la nostra vita».



 

Conversa con noi Enrico Mottinelli

Nato a Brescia nel 1965, vive a Milano dove lavora nell'editoria da oltre vent'anni. Attualmente è caporedattore Garzanti. Laureato in Pedagogia e in Filosofia, è autore di alcuni brevi saggi e di due romanzi: Lontano padre (e/o, 2015) e Il sapore del ferro (Carte Scoperte, 2008). Studia da anni le tematiche legate alla Shoah ed è autore del saggio La neve nell’armadio. Auschwitz e la “vergogna del mondo” (Giuntina, 2013) e di Il silenzio di Auschwitz (in pubblicazione nel 2018).

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Quando e dove


Società Umanitaria
Via San Barnaba, 48
20122 Milano
Italia

Martedì 22 maggio 2018 dalle 15:30 alle 17:00 (CEST)


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Organizzatore

Società Umanitaria

Ente morale fondato a Milano nel 1893, grazie al lascito testamentario di Prospero Moisè Loria; che dava all’aggettivo “umanitaria” il valore di un’assistenza concreta, mediante lo studio, l’istruzione, il lavoro.
 
Oggi proseguiamo la nostra opera attività sociale, culturale e formativa: con progetti contro la dispersione scolastica, corsi per il tempo libero Humaniter, corsi di formazione professionale, formazione continua per professionisti, convegni, concerti, convegni ed incontri.
 
 
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