Le vie della bellezza: Bologna, città universitaria - seconda edizione

Le vie della bellezza: Bologna, città universitaria - seconda edizione

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In vendita 22 set 2022 alle 06:00

Data e ora

Località

Piazza Maggiore

Piazza Maggiore

40124 Bologna

Italy

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Scopriremo come la città di Bologna e l’Alma Mater Studiorum, legate da sempre in un comune destino, hanno reinventato i loro spazi

Informazioni sull'evento

In occasione di “Aspettando la Notte Europea dei Ricercatori” UniboCultura propone una vista guidata che, prendendo le mosse dal titolo della rassegna “La Notte Europea dei Ricercatori” di quest’anno, “riPENSAci”, vuole mostrare come la città di Bologna e l’Alma Mater Studiorum, legate da sempre in un comune destino, abbiano reinventato i loro spazi, spesso ‘concedendo’ l’una all’altra edifici, strade, piazze, giardini, che possono quindi dirsi ibridi nella loro storia, RiPensati, per l’appunto. 

La visita guidata inizierà nella centrale Piazza Maggiore (1), fino al XII secolo quartiere fitto di abitazioni e, verosimilmente, di scuole universitarie. Su essa si affaccia il Palazzo Comunale che ancora porta il nome del grande giurista Accursio, che qui aveva le sue case, poi inglobate nella struttura pubblica. Il grande edificio politico accolse per gran parte dell’età moderna il primo orto botanico cittadino (2), fondato nel 1568 da Ulisse Aldrovandi. Un giardino comunale che quindi venne RiPensato come orto universitario e che poi, nel XIX secolo, venne coperto dalla Sala Borsa, a sua volta poi riqualificata come grande piazza coperta, dedicata all’indimenticato Umberto Eco. 

Senza spostarsi si parlerà anche della vicina San Pietro (3), cattedrale cittadina che, dall’inizio del XIII secolo, ha ospitato al suo interno le cerimonie di laurea, destinando invece nel retrostante Arcivescovado alcuni spazi al Collegio dei Dottori. 

Si passerà quindi per la vivace via d’Azeglio (4), un tempo spartiacque tra i quartieri dei Legisti (a sinistra) e degli Artisti (a destra). 

Attraverso corte Galluzzi (5) si sbucherà davanti all’Archiginnasio (6), nella piazza intitolata a Galvani, glorificato a fine ‘800 come eroe della scienza italica, colto nello stupore della scoperta nella statua al centro dello slargo. 

Le trenta arcate del Pavaglione, entrate da poco tra i portici ‘bandiera’ del patrimonio dell’UNESCO bolognese, come 400 anni fa proteggono dal sole la rinomata seta, un tempo esposta sottoforma di bozzoli e fili, ora già trasformata in sontuosi manufatti. Sopra esse, le aule che vennero adibite dal Terribilia a ospitare per la prima volta in un unico edificio le lezioni e le assemblee universitarie, sono state RiPensate nel XIX secolo per accogliere la neonata Biblioteca comunale. 

Dopo aver ammirato gli stemmi del cortile e dell’androne dell’Archiginnasio, si passerà sotto il Portico della Morte (7): ombroso e largo passaggio sotto il Museo Civico Archeologico, un tempo trafficato corridoio esterno dell’Ospedale della Morte, dove gli studenti di Medicina potevano impratichirsi a due passi dalla loro sede accademica. 

Ci si immergerà quindi nel Quadrilatero (8), storico cuore commerciale della città, che ci mostrerà come le viuzze più antiche di Bologna non presentino i portici, proprio perché anteriori alla nascita dell’Ateneo e, quindi, alla necessità di creare nuovi alloggi sopra le strade pedonali.

A gestire l’intero quartiere era il Palazzo della Mercanzia (9), sotto le cui arcate si riscuoteva il dazio sulle merci. Dal XV secolo un’apposita commissione di docenti gestiva questo dazio, chiamato Gabella Grossa, usato da allora per pagare i compensi dei professori universitari. Una tassa comunale quindi veniva RiPensata come cassa da cui attingere per gli stipendi dei Dottori. 

Persino la vicina Torre degli Asinelli (10) è stata più e più volte RiPensata nel suo utilizzo. Simbolo, rifugio, presidio di controllo, venne addirittura sfruttata come punto d’osservazione astronomica e cima per esperimenti fisici. 

Si arriverà quindi in via Zamboni (11), un tempo bentivolesca strada San Donato. Ancora oggi alcuni edifici rimandano a quella stagione fiorita e ricordano come su quest’asse viario sorgessero le ricche dimore dei signori della città, dei loro nobili sodali e dei loro cortigiani. Sontuose dimore che oggi accolgono l’Università, fortunata di aver ricevuto dalla città spazi così ben conservati, spazi che oggi rivivono perché RiPensati. 

 

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