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La cura del mondo/Io vi vedo, io vi ascolto, io vi sento

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"Io vi vedo, io vi ascolto, io vi sento" Melania Mazzucco

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IO VI VEDO, IO VI ASCOLTO, IO VI SENTO.

(Anna Achmatova, Requiem, – in La corsa del tempo, Einaudi, 1992, p. 165)

Così scriveva la poetessa russa Anna Achmatova. Le donne con cui aveva condiviso le angoscianti 300 ore di freddo nella fila davanti alla prigione, “le volevo tutte chiamare per nome, / ma han preso l’elenco, e non so come fare.”

Questa volontà (dare agli altri un nome) e questa incertezza (come fare con coloro che un nome non hanno?) sono all’origine di ogni mio lavoro.

Vedere, ascoltare, sentire gli anonimi, i dispersi, i dimenticati, gli sconfitti, i difettosi e gli ultimi è perciò l’unica cura che conosco e posso somministrare.

Le parole medicano l’oblio, incerottano le offese.

Ma i libri curano?

Melania Mazzucco è l'ultima ospite, dopo Gabriella Caramore, Donatella di Cesare e Chiara Guidi, della rassegna "La cura del mondo" curata da Associazione Doppiozero di Marco Belpoliti; l’assoluta egemonia di una prospettiva economicistica ha avuto come prima conseguenza quella di sfaldare la possibilità di legame sociale e di promuovere una visione individualista e competitiva. Negli ultimi anni risultano evidenti i costi culturali e sociali, ma anche economici, di una modalità consumistica di abitare il mondo che non interroga le conseguenze del suo agire. Il riscaldamento globale appare come un’ultima chiamata, un invito non a operare correzioni parziali e aggiustamenti, ad adottare nuove strategie, ma a cambiare radicalmente la prospettiva e l’orizzonte di senso. Parlare di cura significa parlare di responsabilità comuni, di legami, di contaminazioni. È essenziale che il discorso torni ad abitare il mondo e che lo faccia partendo da una messa a tema dei nodi che testimoniano lo sfilacciarsi del discorso sociale. Questi quattro incontri provano a annodare un’idea astratta di cura del mondo a una messa a tema dell’altro fuori di noi e della relazione come condizione di possibilità di una partita necessaria.

BIOGRAFIA

Melania Mazzucco è autrice di romanzi (fra cui Vita, Premio Strega 2003; Un giorno perfetto, da cui l’omonimo film di Ferzan Ozpetek; Sei come sei, 2013), testi per il teatro e la radio (Una pallida felicità, Medaglia d’oro per la drammaturgia italiana 1996; Dhulan, Prix Italia 2001), favole (Il bassotto e la regina, 2012), saggi d’arte (Il museo del mondo, 2014) e narrativa non fiction (Io sono con te, 2016, Libro dell’anno di Fahreneit Rai Radio3), tradotti in 27 paesi. Al pittore Tintoretto ha dedicato un romanzo (La lunga attesa dell’angelo, Premio Bagutta 2008), una biografia (Jacomo Tintoretto & i suoi figli, 2009) e un documentario (Tintoretto. Un ribelle a Venezia, SKY Arte 2019). Collabora alle pagine di cultura e società di “la Repubblica”. Il suo ultimo libro è L’architettrice, 2019, vincitore fra gli altri del Premio Alassio – Un libro per l’Europa, e del Premio Dessì.

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