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PAROLE CONTROTEMPO - Rassegna filosofica organizzata dalla Biblioteca di Misano Adriatico

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IMPORTANTE: Nel rispetto delle recenti disposizioni ministeriali che sospendono tutti gli eventi aperti al pubblico nelle sale teatrali, sarà possibile seguire l'evento esclusivamente on-line sul canale YouTube del Comune di Misano al link https://www.youtube.com/user/MisanoTV/

La partecipazione alle conferenze è libera e gratuita.

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Cantami, o diva, con pienezza nuova le parole che definiscono l’uomo. Otto sono le parole inattuali al centro della nuova rassegna filosofica della biblioteca di Misano Adriatico, curata da Gustavo Cecchini, per riflettere sulla possibilità di un mondo più desiderabile. Sacro, autorevole, virtù, demone, prudenza, onore, comunità, solidarietà, parole scelte perché alla base della coesione sociale ma diventate fuori moda perché portatrici di messaggi diversi e contrari a quelli della visione del mondo dominante. Voci dunque controtempo, contro la confusione etica di cui questo tempo va fiero, la cui inattualità vuole essere un monito a non accettare passivamente le storture, i paradossi e le paure che avvelenano il tessuto sociale. Il significato essenziale di queste parole, se torniamo a comprenderlo e ad interiorizzarlo, ha la forza di incidere ancora su un progetto di futuro sostenibile, che non si profili solo come un incubo da subire. A richiamare dalla foschia dell’oggi questi orizzonti di senso saranno altrettante voci del panorama culturale italiano, nel desiderio di ripensare non solo la dimensione politica che ci contiene ma anche ogni aspetto semplicemente umano.

Venerdì 30 ottobre il latinista IVANO DIONIGI interrogherà la parola Demone. I contemporanei non ci sono attuali: guardano il cielo stellato ma non si meravigliano, sono angosciati dall’esistenza ma non sono tragici, elaborano ricette ma non redigono nuove tavole della legge, parlano di tutto ma non di noi. Sono i classici i competenti in umanità e i maestri di saggezza: con i loro precetti – obbedire al tempo, seguire il demone, conoscere se stessi, non eccedere in nulla, conoscere la natura – ci soccorrono nel rispondere alla domanda di Agostino: "Tu chi sei?". Sono i classici che, liberandoci dalla saturazione e dalle spire del presente, ci ricollegano alla memoria dei trapassati e ci interpellano sulla responsabilità verso i nascituri, rendendoci partecipi di quella grande comunità – res publica maior la chiamava Seneca – che ci precede e ci eccede. Torna attuale l’invito che Max Weber, echeggiando la saggezza classica, rivolse ai giovani che, nei giorni segnati dalle macerie della prima guerra mondiale, chiedevano cosa dovevano fare. Rispose semplicemente:"Ognuno segua il demone che tiene i fili della sua vita".

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