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"INCONTRI" - Workshop di Danza Terapia (metodo Fux) - II BIENNALE di TEATRO...

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Località

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Teatro Coppola

9 Via del Vecchio Bastione

95131 Catania

Italy

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"INCONTRI" workshop di Danzaterapia condotto secondo il Metodo Maria Fux da Giusi Nicolosi dell'Associazione MusicArtEmozioni (Catania).

La danza è possibilità espressiva naturale nell’essere umano.

La danza è la vita. Noi non danziamo per essere ammirati, danziamo per essere noi stessi”, scrive Maria Fux, danzatrice e coreografa argentina, oggi ultranovantenne. Nel metodo da lei creato la danza si fa strumento per risvegliare la spontaneità, la creatività, la comunicazione. Canale espressivo attraverso cui dire di se al mondo ed incontrarlo.

Non più tecnica da imparare, la danza è strumento per essere e creare. È esperienza che produce cambiamento dall’interno verso l’integrazione globale della persona, che apre un cammino di scoperta e porta a risvegliare il corpo e ad abitarlo, nel movimento autentico di ognuno. È “terapia” cioè cura e ben-essere.

Il metodo si rivolge a tutti, bambini, adolescenti, adulti, con disabilità – sensoriali, fisiche, psichiche – e senza, perché contatta e sostiene la parte sana di ognuno.

Il conduttore accompagna il gruppo dentro il tema scelto per l’incontro, attraverso la musica proposta, le proprie parole ed il proprio movimento, divenendo un ponte verso l’altro. Quanto proposto durante l’incontro, in genere percepito dai partecipanti come fluido, consequenziale, semplice, è un percorso strutturato che, con la gradualità caratteristica del metodo, porta la persona ad incontrare se stessa in modo nuovo attraverso il sentirsi nel movimento ed il piacere che ne consegue, ad ampliare la propria consapevolezza e possibilità espressiva. Diviene possibile così anche incontrare il compagno in modo più umano, come specchio di sé stessi e al contempo diverso da sé, e diventare gruppo in cui l’individualità è rispettata, e rispetta.

Si danza con abbigliamento comodo e calzettoni (si lavorerà senza scarpe) Non è necessario avere esperienza di danza.

È prevista una quota di partecipazione popolare



Giusi Nicolosi, danzaterapeuta, doula e performer. Fa parte del gruppo MAE – MusicArtEmozioni di Catania.

Laureata in lettere, parte dal cinema, dal giornalismo e dal teatro tradizionale per approdare all’arte come terapia spinta dal bisogno di ritrovare nelle arti il loro senso più antico e vero: permettere all’essere umano di esprimere le emozioni, tutte, di incontrare e celebrare se stesso, la vita, l’Universo. E la bellezza. Sperimenta così diverse tecniche ed approcci, tra cui Drammaterapia, TdO, Musicoterapia, Danza contact. Nel 2007 l’incontro folgorante con la danzaterapia di Maria Fux, in un momento difficile del suo percorso esistenziale. Divenendo consapevole che questo è il metodo che le risuona più fortemente dentro, inizia un cammino di guarigione e crescita personale, che è poi divenuto formazione professionale presso la scuola di Alessandra Messina a Catania e di Barbara Turchi in Toscana. Ha avuto l’onore di incontrare la stessa Maria Fux e di danzare con Mari Josè Vexenat, Pio Campo ed altri maestri del metodo Fux.

Nel 2010 la maternità le schiude un universo nuovo e primordiale. Inizia la formazione per stare accanto alle donne nella gravidanza, nel parto e nel post-parto, che la porta a diventare doula ed operatrice FID-ON (Formazione italiana danzaterapia operatori nascita). La danzaterapia Maria Fux e l’accompagnamento alle madri si intrecciano nei percorsi che propone alle donne in gravidanza dal 2012.

Dopo l’esperienza potente della nascita del secondo bambino, in casa per scelta e non assistito, torna al lavoro con la danzaterapia e la gravidanza con energia ed entusiasmo rinnovati, per celebrare la vita, a cui è grata e che è movimento e trasformazione continua.

E ancora diviene possibile incontrare e conoscere lo spazio, individuale e condiviso, trasformandolo da spazio visto in spazio sentito ed abitato. Caratteristiche del metodo sono il linguaggio immaginativo e poetico e l’utilizzo di materiali quali stoffe, elastici, giornali, e molti altri.

L’approccio artistico proprio del metodo, consente inoltre di realizzare momenti performativi con i partecipanti, attraverso cui il gruppo si apre alla comunicazione verso l’esterno, arricchendo così l’esperienza laboratoriale di una qualità diversa e significativa.


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