IL MITO DELLA BELLEZZA || LEZIONE DI PROVA GRATUITA

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Palestra Il Corpo Sas

18 Vicolo Croce Verde

37122 Verona

Italy

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Diplom Art e Rossana Pascucci Paintings
vi invitano ad una lezione di prova gratuita in collaborazione con
Palestra IL CORPO

tema della serata

IL MITO DELLA BELLEZZA
un excursus anatomico nella storia dell'Arte

Inizio lezione ore 19:45
seguirà breve rinfresco
sarà possibile partecipare alla lezione anche se non si è soci della palestra solo tramite prenotazione gratuita su eventbrite.

BREVE INTRODUZIONE ALLA LEZIONE
Nasce dalle acque oltremare del Mar Egeo, nelle terre aspre dell’argolide, nei santuari che costellano il Peloponneso e dentro le mura ciclopiche delle fortezze micenee.
Dapprima il concetto del bello anatomico doveva necessariamente corrispondere all’idea di forza e invincibilità. Se osserviamo un Kouros di epoca dorica ( 585 a.C. ) veniamo colpiti dall’essenziale definizione dei muscoli contratti, dalla compattezza delle masse, dai lineamenti asiatici e dalla inconsueta assenza delle vesti. E tutto ciò ha ragioni precise. I dori erano un popolo guerriero, nomade, proveniente dagli altopiani asiatici alla ricerca di terre fertili in cui stanziarsi. La necessità di espandersi assoggettando popolazioni più deboli era vitale e prioritaria a qualsiasi altra.
L’importanza della forza dei propri guerrieri veniva espressa
attraverso queste statue votive poste nei templi per pregare in eterno le divinità che dovevano proteggere le loro battaglie. Il corpo del Kouros ricorda, nella posizione ieratica del passo e nel volto proteso verso l’infinito, quello dei faraoni egizi ed prova certa della contaminazione culturali tra le due civiltà.
La proporzione tra le parti anatomiche non e’ perfetta, non era quello il fine: doveva sprigionare potenza, non armonia.
La Kore, figura femminile, simile nel l'accenno del passo vitale e nell'esotismo dei lineamenti, non è nuda, non è eroica, ma figura donante (un melograno o un fiore di crocus agli dei).
Nella successiva epoca classica la conclamata potenza di Atene, la raggiunta egemonia di potere sulle regioni conquistate, il livello culturale raggiunto dalla popolazione, consente agli artisti di concentrarsi sul problema del raggiungimento dell’Armonia e sulla ricerca della Bellezza. Attraverso il calcolo delle proporzioni ideali si fondava il concetto filosofico dell’Estetica che risponde ad un complesso insieme di rapporti matematici a cui non sfuggiva la rappresentazione del corpo umano.
Fu Policleto a codificare detti rapporti che furono una sorta di abbecedario per ogni scultore che volesse rappresentare, in marmo o in bronzo, un uomo o una donna, atleti o divinità che fossero, tassativamente nudi e, nemmeno a dirlo, anatomicamente perfetti.
“ Bello come un dio greco “ e’ una frase, apparentemente banale, che riassume in sintesi l’intero concetto che condizionerà la concezione estetica occidentale nel corso di circa duemila anni riproponendosi con forza in ogni epoca: dal Rinascimento di Raffaello al neoclassicismo canoviano alle icone dei modelli moderni e contemporanei, tutti i grandi dell’arte si sono voltati indietro a riprendere quei modelli, per copiarli o per infrangerli, ma sempre come come ci si può ispirare ad un alfabeto per poter scrivere una frase nuova.
Il corpo nell’arte e’ cambiato innumerevoli volte e tali cambiamenti rispondevano sempre a dettami socio politici precisi. Corpi morbidi e generosi raffigurati durante le feroci epidemie che decimarono l’Europa. Corpi efebici quasi asessuati nelle fasi di maggior crescita economica e conseguente innalzamento del grado di conoscenza individuale e consapevolezza civile,
Le grasse cellulitiche di Rubens e Rembrandt, le anoressiche di Schiele e Kokoschka, in ogni corpo, il segreti dell’artista e del suo tempo.

Vi aspettiamo!

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