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I nuovi formati della digital art - incontro con Anna Maria Monteverdi

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I nuovi generi nati con il digitale, dalla glitch art alla performance interattiva

Incontro con Anna Maria Monteverdi

Docente ci culture digitali alla Alma Artis Academy di Pisa, esperta di digital performance e video teatro

Ci parlerà dei nuovi generi nati recentemente con il digitale,dalla glitch art alle performance interattive, videomapping ecc, l’esperta di digital performance e video teatro Anna Maria Monteverdi, docente di Culture digitali all’Alma Artis Academy di Pisa e Storia dello spettacolo all’Accademia di Macerata.

Cultore di teatro - titolo ricevuto dal Dipartimento di Storia delle Arti, Università di Pisa - nei primi anni del suo lavoro ha frequentato come studiosa i primi performers esponenti di quello che si sarebbe chiamato in seguito “teatro multimediale”- come Paolo Rosa, Giacomo Verde, Michele Sambin, Falso Movimento, Barberio Corsetti, Krypton, e poi in seguito Motus, Roberto Latini Tpo, Roberto Castello – producendo sul tema i primi materiali critici in cataloghi, brochure, antologie, e discutendone a conferenze.

La docente prendeva parte ai laboratori dell’Infomus di Camurri, ideatore del software Eyesweb, per molto tempo il software più usato per la sperimentazione interattiva nel teatro e nella danza. Monteverdi, Andrea Balzola e in seguito Antonio Pizzo ne scrissero in diversi dossier per riviste come Hystrio o Il castello di Elsinore.

Nel 1994 il suo mentore Paolo Rosa, padre riconosciuto della critica sulle arti tecnologiche in Italia, la selezionò per produrre dei contributi per un’antologia su Studio azzurro.

Tra le più importanti esperienze cui la studiosa ha assistito attivamente, ricordiamo la prima assoluta di un progetto di Net Theatre ad opera di Giacomo Verde al Museo Pecci di Prato durante la manifestazione Alveare di Carlo Infante in cui erano presenti i principali gruppi tecnologici dell’epoca, dai Motus al Teatrino Clandestino, la cosiddetta terza ondata del teatro di ricerca. Nel frattempo dopo aver recuperato, grazie alla mostra della Galleria Mudina per i 10 anni di Studio Azzurro, i materiali video d’archivio relativi alla più importante esperienza italiana di videoteatro legata alle esperienze di Studio azzurro con Giorgio Barberio Corsetti e con Moni Ovadia, Monteverdi ha iniziato a interessarsi alla storia del teatro tecnologico che diventò poi, il suo argomento per la tesi di dottorato.

Alla fine degli anni Novanta, grazie a Sandra Lischi, conosce il lavoro di Robert Lepage e decide di approfondire lo studio su questo artista facendo una residenza di dottorato nel suo quartier generale Ex Machina, insieme con Giacomo Verde con il quale realizza la prima intervista video all’attore e regista canadese.

Monteverdi ha pubblicato diversi volumi tra cui: Frankenstein del Living Theatre (con introduzione di Judith Malina); Il teatro di Robert Lepage (Pisa, Bfs); Nuovi media nuovo teatro (2011). È cofondatrice del webmagazine ateatro.it e scrive per diverse riviste cartacee e on line: Rumorscena.com, cultureteatrali.it, Hystrio, Juliet-Art magazine, Digimag. Dopo numerose pubblicazioni in antologie ha scritto copertina monteverdi 001Nuovi media nuovo teatro, in cui il metodo adottato era descrivere solo spettacoli che aveva visto personalmente e dei quali aveva raccolto molto materiale, tra cui anche interviste.

Attualmente è co-curatrice del progetto europeo IAM su realtà aumentate applicate allo spettacolo e ai beni culturali.

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