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Via Alcide De Gasperi, 33

33 Via Alcide De Gasperi

25080 Prevalle

Italy

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Descrizione

In collaborazione con l'istituto Comprensivo di Villanuova e Prevalle, il progetto vuole offrire a genitori e insegnanti la possibilità di compiere un percorso di auto-osservazione: guardarsi dentro può aiutare gli educatori (genitori e insegnanti, insieme) a sintonizzarsi sui bisogni profondi del bambino.

Il percorso delineato prevede 6 appuntamenti di 2 h cadauno, rivolti a tre gruppi misti di 20 adulti (genitori e insegnanti insieme).

Coprogettazione e co-conduzione sono realizzate da:

  • Annalisa Schirato, formatrice agli adulti secondo il modello della conduzione maieutica, coordinatrice didattico-educativa della scuola materna paritaria Montessori, la Casa dei Bambini "Il Sassolino";

  • Miriàm Brichetti, conduttrice di gruppi di crescita personale, specializzata in comunicazione empatica, pediatra.

Gli obiettivi del percorso sono:

  • sviluppare uno sguardo accogliente e non giudicante verso ciò che è vivo in noi e negli altri

  • sostenere la capacità di osservarsi, alla ricerca di propri stereotipi, tasti dolenti e risorse individuali ancora inespresse;

  • sostenere la capacità di ascoltare i propri e altrui bisogni

  • favorire la capacità di mettersi in gioco, per uscire dalla propria area di comfort

  • potenziare l’attitudine alla gratitudine e allo sguardo che vede più quello che c’è, piuttosto che quello che manca

  • sperimentare quello che favorisce la connessione nella comunicazione e quello che la blocca

  • iniziare a sviluppare una possibile nuova attenzione da dare alle parole che usiamo e a come le diciamo.


LE TEMATICHE DEGLI INCONTRI


SAPPIAMO DAVVERO CHI E’ IL BAMBINO?

In che modo lo guardiamo? Che caratteristiche gli attribuiamo?

Quello che pensiamo del bambino e i nostri vissuti d’infanzia influenzano inevitabilmente il modo con cui

ci rapportiamo a lui, l’autonomia che gli diamo e i limiti che gli imponiamo.


VEDIMI BELLO, OVVERO COME USARE LO SGUARDO EMPATICO

Come avvicinare il bambino? Con uno sguardo attento e curioso, meravigliato, rispettoso, in ascolto…

In questo modo possiamo scoprire o indovinare i bisogni che stanno dietro le loro parole ed azioni (anche quelle che non ci piacciono).


BISOGNI E RISPOSTE

Ogni comportamento manifesta un bisogno.

Osservando i bambini molto piccoli è particolarmente evidente. Crescendo la difficoltà di autoascoltarsi aumenta sempre di più, fino a trovarci adulti incapaci di cogliere le più vitali necessità, proprie e altrui.


DIVERSI O UGUALI?

Ciascuno di noi è unico.

Al tempo stesso ognuno di noi condivide con gli altri un mondo di bisogni e valori.

Quando ci muoviamo su questo terreno comune ci possiamo incontrare e capire.

Quando siamo connessi al mondo dei nostri bisogni e valori possiamo comprendere o intuire ciò che muove chi ci sta di fronte - bambino o adulto - e possiamo nutrire la qualità della relazione


LITIGARE FA CRESCERE

La parola conflitto ci fa pensare alla guerra e alla violenza.

Anche quando si riferisce a un litigio tra bambini è usata quasi sempre in un’accezione negativa.

Eppure riuscire a stare nel conflitto, anche se a fatica, ci fa evolvere; significa essere resilienti.


IL CONFLITTO COME POSSIBILITÀ PER CONOSCERSI

Quando due o più persone, bambini o gruppi entrano in conflitto, non sono i loro bisogni a scontrarsi, ma le strategie che hanno scelto per soddisfarli.

Riconoscere i bisogni insoddisfatti - propri e altrui - può aprire un canale di comunicazione e far emergere una soluzione rispettosa di tutti.

CORNICE TEORICA DI RIFERIMENTO

Il pensiero di Maria Montessori attribuisce grande importanza alla preparazione dell’adulto educatore. Chi si propone di accompagnare e di sostenere il bambino nel suo sviluppo deve lavorare su di sé, al punto da compiere una vera e propria trasformazione, non solo intellettuale, ma anche emotiva.

Il bambino è l’artefice principale della propria costruzione psicofisica, possibile grazie alle interazioni da lui compiute con l’ambiente, ma come ci ricorda Maria Montessori: “[…] dell’ambiente fa parte anche l’adulto: l’adulto deve adattarsi ai bisogni del bambino e renderlo indipendente per non essergli di ostacolo e per non sostituirsi a lui nelle attività attraverso le quali avviene la sua maturazione.” (Il segreto dell’infanzia, Garzanti).

Il bambino ha bisogno di crescere liberamente e se l’adulto non acquisisce consapevolezza dei suoi bisogni e delle sue potenzialità rischia di porgli degli ostacoli che non faranno altro che frustrare il bambino, portandolo a vivere senso di repressione e ingiustizia.

Potranno comparire così varie manifestazioni: paure e timidezze inibitrici, insonnia, bugie; mezzi mediante i quali il bambino prova inconsciamente a liberarsi dall’oppressione percepita.

In un percorso progressivo di auto-consapevolezza del ruolo educativo, strumenti potenti a sostegno della crescita sono:

  • La pedagogia maieutica di Danilo Dolci: il vero cambiamento nasce solo dal coinvolgimento e dalla partecipazione diretta degli interessati; la liberazione dei talenti avviene se ciascuno di noi è sognato, cioè messo nella condizione di esplorare il proprio profondo Sé.

  • La Comunicazione Empatica: ispirata alla Comunicazione Non Violenta di Marshall Rosemberg, secondo cui il modo in cui usiamo le parole ha un ruolo cruciale nel riuscire a rimanere collegati empaticamente a noi stessi e agli altri, attraverso l’Auto-empatia (l’ascolto di se stessi), l’Empatia (l’ascolto dell’altro) e l’Auto-espressione onesta


CORNICE METODOLOGICA DI RIFERIMENTO

La matrice di riferimento proposta per l’intervento sarà quella della conduzione maieutica dei gruppi. Secondo questa concezione la scelta di proporre il gruppo come strumento di lavoro, ha l’obiettivo di porre l’accento sulla natura relazionale del lavoro.

Infatti, è la possibilità di osservare la realtà da diversi punti di vista ciò che garantisce a ognuno di poter procedere a grandi passi nel proprio percorso di crescita e apprendimento.

In questo senso il gruppo diventa il luogo privilegiato dove poter approdare a nuovi significati, lavorando sui punti di forza i punti di debolezza dei partecipanti.

Si basa sul coinvolgimento attivo e diretto dei partecipanti attraverso l’utilizzo del piccolo gruppo come luogo di esperienza e di apprendimento.

Si tratta di laboratori esperienziali che prevedono giochi di ruolo, esercizi, attività e pratiche propri della comunicazione empatica.

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