da NORD a SUD: Panettun & Pettole Pugliesi
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da NORD a SUD: Panettun & Pettole Pugliesi

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Località

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PausaMi snc di Grazia Pagliula e Loredana Petti

11 Via Eugenio Villoresi

20143 Milano

Italy

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Descrizione evento

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PausaMi ... e l'evento che fa per Tè

Presenta:

Le Pettole Pugliesi

Le Pettole

7 dicembre dalle h.10.00 alle h.19,00

Assaggeremo e degusteremo insieme questi dolci fritti per condividere le tradizioni di altri luoghi nel periodo stagionale che viviamo :-).

Evento interamente offerto da PausaMi

Seguendo la tradizione, l'impasto è realizzato con la Pasta Madre e il tutto sarà 'fritto e mangiato', chi volesse lo può accompagnare con i gusti antichi come il Cotto d'Uva (Lu Cuetto)* e/o il miele prodotti in Salento da 'Casa Lapiccirella'

Il Natale in Puglia è gustoso e soffice grazie alle Pettole, le morbide frittelle della tradizione che in ogni morso racchiudono un trionfo di storia e sapore, dolce oppure salato. La loro origine è leggenda e la loro ricetta è una vera istituzione delle Festività nel Tacco d'Italia.

Le Pettole: denominazione

Le Pettole, a seconda della zona di produzione, vengono chiamate con nomi dialettali differenti. Se a San Severo portano il nome di scorpelle, nel Brindisino sono conosciute come pèttuli, mentre nel Leccese vengono chiamate pìttule e a Torremaggiore sfringioli. La loro tradizione ormai ben radicata ne ha decretato l'inserimento nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

Le Pettole pugliesi: la leggenda

La leggenda narra che:

Il giorno di Santa Cecilia, una donna si alzò come di consueto, per preparare l'impasto per il pane. Mentre l'impasto lievitava sentì un suono di ciaramelle, si affacciò e vide i zampognari che arrivavano. Come ipnotizzata da quella melodia scese per strada e si mise a seguire i zampognari per i vicoli della città.

Quando tornò a casa si accorse che l'impasto era lievitato troppo e non poteva più essere usato per il pane, e che nel frattempo anche i suoi figli si erano svegliati e reclamavano la loro colazione.

Senza lasciarsi prendere dalla disperazione, la donna mise a scaldare dell'olio e cominciò a friggere dei pezzettini di pasta che nell'olio diventavano palline gonfie e dorate che piacquero molto ai suoi figli, che con la loro tipica curiosità le chiesero: "Mà, come si chiaman'?"- e lei pensando che somigliavano alla focaccia ( in dialetto detta "pitta") rispose: "pettel'" (ossia piccole focacce).

Non ancora soddisfatti i figli chiesero: "E 'cce sont?" - e lei vedendo che erano molto soffici rispose: "l' cuscin' du Bambinell" (i guanciali di Gesù Bambino).

Quando finì di friggere tutto l'impasto, scese per strada coi suoi bambini, felici e satolli per offrire le pettole ai zampognari che con la melodia delle loro pastorali avevano reso possibile quel miracolo.>>

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