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Conferenza : "L'anziano nello studio del medico: la paura dell'invecchiamen...

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La “Paura dell’invecchiamento” puo’ riguardare tutti a qualunque eta’ ed in una “certa misura” essa e’ umana e comprensibile Sebbene l’invecchiamento comporti inesorabilmente la perdita della funzionalita’ di alcuni organi e tessuti , in modo piu’ o meno importante e non uguale per tutti i soggetti, permettendo a molti di svolgere comunque una vita normale, ricordiamo che la mente, spesso , eccetto casi di gravi patologie degenerative del snc con alterazione dei fenomeni integrativi che la coinvolgano, puo’ restare lucida ed attiva fino a tarda eta’. Infatti, nonostante qualche piccolo “decalaggio di prestazione” , il cervello puo’ mantenere delle sorprendenti capacita’ di sintesi che conducono ad esiti talora sublimi. Nell’ambito della popolazione generale si osserva che, una vita intellettuale e fisica intensa ,quando mantenuta costante e/o su livelli di eccellenza, puo’ tollerare e probabilmente stimolare un eccezionale invecchiamento. Alcuni studi hanno evidenziato che certi atteggiamenti psicologici risultano determinanti ai fini di una vita longeva : si tratterebbe della capacita’ di “conazione” e della “resilienza”. Eppure, la paura dell’invecchiamento sovrasta i piu’, così come le loro famiglie. In sostanza i condizionamenti della societa’, basati spesso su false credenze e non su reali conoscenze, sostenuti da un certo tipo di informazione svolta dai mass media, influenzano le masse. La cosa piu’sorprendente e’ che la persistente negazione di certe verita’ positive sull’invecchiamento attraversa tutte le generazioni. Di fatto si osserva che la percezione negativa della vecchiaia, influenza direttamente l’invecchiamento ed i convincimenti negativi sull’eta’ sono assai maggiori di quanto si possa immaginare, mettendo in serio pericolo lo sviluppo della identita’, della creativita’ e della vitalita’ gia’ dopo i cinquantanni. La psicoanalisi ha descritto la senilita’ in modo assai diverso secondo i vari autori.Oggi si ammette che la nostra vita psichica non si fossilizzi dopo la cinquantina e che, per invecchiare bene, bisogna mettere in atto una serie di cambiamenti costanti. Attualmente, a differenza che in passato, non si ammette piu’ alcun limite di eta’ per intraprendere una psicoterapia, valutandone l’opportunita’ caso per caso. I medici , gli psicologi, gli psicoterapeuti possono, attraverso la relazione con il paziente, incoraggiare alcuni atteggiamenti positivi per affrontare la senilita’, sollecitando uno stile di vita adeguato e l’utilizzo di meccanismi di difesa positivi ( ossia quelli che contribuiscono a difendersi dalle angosce ed a rafforzare l’autostima oltre a migliorare la vita relazionale) come la sublimazione, l’altruismo ed il senso dell’umorismo, scoraggiando, per contro, quelli negativi come la negazione, l’ipocondria e la regressione. Queste indicazioni possono offrire un valido sostegno nell’affrontare le difficolta’ di questa eta’. In conclusione , l’esperienza che emerge e’ che occorre sostenere gli aspetti sani e poco valorizzati del buon invecchiamento, fondati sulle reali conoscenze degli aspetti psicologici della senescenza per evitare un precoce decadimento psicofisico. Nell’accettazione dei propri limiti, e’ possibile “continuare a vivere appieno la vita” e con essa ” il mondo delle emozioni ” , continuando a mantenere la ” creativita’ “, in quanto essa rappresenta il vero futuro a tutte le eta’. Saper riorganizzare continuamente se stessi, le proprie risorse, le proprie forze ed il proprio tempo è la vera “giovinezza” : questo ” stato dello spirito” ci permette di evitare l’inopportuno e temuto sopraggiungere della “morte in vita”.Molti di questi aspetti sono stati egregiamente trattati anche dalla cinematografia. Tra i piu’ recenti esempi, le interpretazioni del regista Paolo Sorrentino nei film ” La Grande Bellezza ” e “La Giovinezza” . Scorrendo le varie tematiche si passa dall’uso della chirurgia estetica , così come intesa comunemente dalla nostra societa’, al ruolo delle emozioni sul senso della vita, alle modalita’ d’interpretazione del futuro nelle diverse fasi dell’esistenza e all’importanza di continuare con i propri progetti e le proprie passioni anche nella senilita’, dando libero sfogo alla creativita’ , quale ottimo “antidoto” contro gli stereotipi negativi della vecchiaia

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