Cervello ed emozioni: miti, realtà, controllo, valore

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“Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato.” George Orwell, 1984

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Pensiamo alle emozioni come a reazioni automatiche alle cose che ci accadono. Gli scienziati hanno sostenuto questa tesi per tanto tempo affermando che nel nostro corpo, nel nostro cervello le emozioni sono “cablate” sin dalla nascita.

La scienza delle emozioni sta vivendo una trasformazione simile a quella della scoperta della relatività e il cambiamento ha numerose implicazioni sul modo in cui interpretiamo la realtà.

Lisa Feldman Barrett – psicologa e neuroscienziata, ha elaborato una teoria delle emozioni che manda in soffitta l’idea che le emozioni abbiano sede in specifiche zone del cervello e che siano espressioni universali (e in quanto tali univocamente decifrabili).

Con il suo aiuto proveremo a rispondere a queste domande:

• Perché pensiamo che le emozioni siano automatiche?

• Il pensiero razionale può controllare le emozioni?

• Come nascono le emozioni?

• L’amigdala si attiva (solo) quando ci sentiamo minacciati?


		Immagine Cervello ed emozioni: miti, realtà, controllo, valore

Rinunciare al controllo per guadagnare valore

“Chi controlla il passato,” recitava lo slogan di partito, “controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato.” George Orwell in 1984

Ci sono mindset e abitudini che bloccano la capacità di un team di organizzarsi in modo autonomo quindi di crescere insieme e quindi di produrre valore. Il “controllo” è una di queste.

Prendete, per esempio, un team che vive e lavora nel 2021. Al minimo dovrà:

- diventare un team, quindi comunicare in modo efficace per diventare efficiente

- adattarsi (alla velocità della luce);

- imparare nuove tecniche, che forse saranno diventate obsolete fra un anno

Anche in questi casi, qualcuno che verifichi costantemente cosa e come lavora ognuno, può non essere proprio un acceleratore. Semmai un freno.

Di fatto, con meno controllo, il team lavora meglio, di più e con meno sforzo.

Per questo motivo, anche se “perdere il controllo” può spaventare molti – e nelle organizzazioni tanto di più – può essere una delle mosse più funzionali che un leader possa fare.

Svilupperemo insieme il tema, dal punto di vista delle emozioni che sono in gioco quando un team lavora sulla propria autonomia e come un leader attento può lasciare che ciò avvenga senza imporre un “controllo” sulle azioni.

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