Gratuito

Bridges to Babylon / Opening Exhibition

Informazioni sull'evento

Condividi questo evento

Data e ora

Località

Località

Contemporary_Cluster

7 Via dei Barbieri

00186 Roma

Italy

Visualizza Mappa

Descrizione evento

Informazioni sull'evento

29 Ottobre 2020

━━━━━━━━━━━━

𝘽𝙧𝙞𝙙𝙜𝙚𝙨 𝙩𝙤 𝘽𝙖𝙗𝙮𝙡𝙤𝙣 ╱ 𝙊𝙥𝙚𝙣𝙞𝙣𝙜 𝙀𝙭𝙝𝙞𝙗𝙞𝙩𝙞𝙤𝙣

Un’esposizione collettiva a cura di Giacomo Guidi.

In mostra opere di Jerico, Detshorore, Sa Runa e Simone Salvatori, in dialogo con il design contemporaneo di Erba Design ed una selezione di tappeti da guerra provenienti dalla EM Carpets di Edoardo Marino.

Durante l’opening la sonorizzazione ambientale è a cura di Vahid Eftekhar Hosseini.

𝗜𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗚𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗼 / 𝗖𝗮𝗽𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗟𝗶𝗺𝗶𝘁𝗮𝘁𝗮

𝗥𝗘𝗚𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗜 𝗤𝗨𝗜 >> https://bit.ly/34UJdWr

━━━━━━━━━━━━

𝘽𝙧𝙞𝙙𝙜𝙚𝙨 𝙩𝙤 𝘽𝙖𝙗𝙮𝙡𝙤𝙣 è un progetto in cui interagiscono diversi elementi artistici che, nell’integrazione tipica del metodo Cluster, racconteranno al visitatore una storia: l’alba del giorno successivo alla fine della guerra. Un uomo si sveglia, la guerra è finita ed è terminato il coprifuoco. Lo scenario che si presenta ai suoi occhi è devastante, la visione delle macerie e dei resti della distruzione contrastano con la gioia del nuovo inizio. Le mura dei palazzi raccontano una resistenza, simbolo del coraggio del popolo. Bisogna ora contare i morti, coloro che di questo nuovo compimento non saranno testimoni, i molti caduti, così come caduti sono i poteri forti. Riecheggiano, come in una memoria lontana ma presente, i volti e i discorsi di coloro che questa guerra l’hanno voluta fortemente e con forza l’hanno messa in atto. Una storia ambientata in una terra lontana, dal carattere esotico, con paesaggi, piante, animali e visioni dal gusto mediorientale, dall’occidente ancora poco esplorati.

Bridges to Babylon narra una realtà immaginaria ma realistica, di un mondo che è allo stesso tempo distante ma vicino a noi.

Le estetiche di questo progetto, appositamente studiato per la galleria, si muoveranno tra umori e percezioni di carattere mediorientale ed elementi iconografici tipici del nostro paese, creando un ponte: il Ponte per Babilonia che, come diceva Alessandro Magno, portava alla perfezione, alla bellezza. Babilonia come simbolo di pace, centro della cultura e un’immensa rete di arte e sapere.

Bridges to Babylon, titolo del noto album dei Rolling Stones, pubblicato il 29 settembre 1997, incarna dunque la ricerca di un’estetica, di un suono - nel caso della band - che potesse diffondere amore e pace. Un viaggio all’interno di una memoria collettiva che mira a mostrare le vie di una possibile rinascita, dove l’estetica occidentale si unisce a quella orientale in un tentativo di costruire una damnatio memoriae, una condanna alla memoria, dove la pena non è più la distruzione bensì il ricordo degli errori commessi.

Il progetto mette così in scena l’ipotetico paesaggio della desolazione, a partire dalle automobili danneggiate rappresentate dalla giovane artista tedesca 𝗦𝗮 𝗥𝘂𝗻𝗮, che propone quattro pezzi di uno dei suoi lavori più significativi della serie C’est la vie; proseguendo con i lavori di 𝗝𝗲𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗖𝗮𝗯𝗿𝗲𝗿𝗮 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗻𝗱𝗮𝗻𝗴, nati da un processo creativo basato sulla costante ricerca compositiva e stilistica. L’artista ha realizzato per la mostra una serie di pitture ispirate al mondo della vegetazione mediorientale, facendo rivivere al pubblico la grandezza e la potenza del rigoglioso giardino di Babilonia, tra ambientazioni botaniche e utopie orientali.

Suggestiva sarà inoltre la collezione di ceramica di 𝗗𝗲𝘁𝘀𝗵𝗼𝗿𝗼𝗿𝗲, simbolo di resilienza, capace di rendere esplicita la brutalità e identificarla come il mezzo più efficace per costruire un contrasto tra azioni passate e presenti. L’artista ci racconterà qualcosa di autentico, evidenziandone i possibili elementi di contrasto nella rappresentazione diabolica nata dalla maschera come concetto storicamente legato al teatro. Emblematici ed evocativi sono i tappeti del collezionista 𝗘𝗱𝗼𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗻𝗼. Nel corso della storia le funzioni dei tappeti sono state molteplici, considerati una delle prime arti dell’umanità. Il tappeto assume la valenza di un’importante forma di comunicazione tra i continenti del Medio Oriente e dell’Asia centrale, come mezzo per la diffusione di informazioni e testimonianze di culture.

Le guerre, in seguito, hanno segnato l’iconografia e il linguaggio artistico fino a influenzare ogni forma di espressione. Questa nozione viene ben rappresentata dai tappeti esposti che servendosi di simboli e immagini evidenziano una specifica forma linguistica, un manifesto di propaganda: incitare una resistenza, raffigurare l’espulsione degli invasori, ostentare il potere del terrorismo, registrando sui tessuti i segni indelebili della guerra. La guerra viene così razionalizzata e raccontata su quella che è la materia tipica di quel territorio, il tappeto, dove fiori e simboli lasciano spazio a kalashnikov e bombe a mano.

Il racconto segue con le fotografie di 𝗦𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲 𝗦𝗮𝗹𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 che raccontano brutalmente la morte. Le immagini obitoriali rievocano la forma più classica e cruda di cronaca, capace di immortalare il risveglio di città distrutte dalla guerra. L’obitorio incarna il luogo primario che ospita la morte, la analizza e la supera esplorandola nei suoi più intimi aspetti.

In maniera ironica, infine, la capsule di 𝗘𝗿𝗯𝗮 𝗗𝗲𝘀𝗶𝗴𝗻 fornirà dei fenicotteri in ceramica, dai colori e dalle texture sgargianti a contrastare con determinazione la decadenza funerea e a riaccendere il lume della speranza. I motivi d’arredamento di Erba funzionano da antitesi alle immagini drammatiche lasciate dalla guerra. Il fenicottero in antichità simboleggiava trasformazione e resurrezione, considerato come un uccello sacro per la cultura egizia e riconosciuto come un animale divino. Il fenicottero, inoltre, non solo ricorda la fenice capace di rinascere dalle proprie ceneri, ma si dice abbia ispirato il mito riguardante l’animale divenuto poi simbolo di resistenza e forza.

Durante l’inaugurazione il compositore 𝗩𝗮𝗵𝗶𝗱 𝗘𝗳𝘁𝗲𝗸𝗵𝗮𝗿 𝗛𝗼𝘀𝘀𝗲𝗶𝗻𝗶 proporrà una sonorizzazione ambientale che sarà la colonna sonora portante della mostra, dove il pubblico sarà accompagnato da una performance di violoncello in un unico dialogo con l’intelligenza artificiale al servizio della musica.

━━━━━━━━━━━

🌐 www.contemporarycluster.com

📧 info@contemporarycluster.com

📞 06 6830 8388

📍Palazzo Cavallerini, Via dei Barbieri 7 00186, Roma

Condividi con gli amici

Data e ora

Località

Contemporary_Cluster

7 Via dei Barbieri

00186 Roma

Italy

Visualizza Mappa

Salva questo evento

Evento salvato